Idee poco chiare. Spacconate all’italiana. Confusione alle stelle. Sulla pandemia. Sull’economia e sul nostro futuro sempre più incerto. Accendo la televisione in una notte di fine estate popolata da mille dubbi e da mille pensieri e rimango allibito e sconcertato. Poco dopo mi immergo nel web e rimango, a dir poco, sconvolto.

A sentire certi ragionamenti di certi novelli politici giuro che ho difficoltà a capire se si tratta di imitazioni, di parodie, oppure di eventi e discorsi reali con protagonisti personaggi veri e pulsanti di questo nostro tempo per nulla gentile. Stento, credetemi, a distinguere il cretino intelligente dal cretino al cento per cento e il deputato della Repubblica italiana dallo sciocco gaudente del Bar dello Sport. E devo anche ammettere che mi viene da ridire e poi a seguire quasi da piangere ascoltando qualcuno che è, o semplicemente si spaccia, per giornalista di rango e di peso, il quale offre alla platea le sue pittoresche teorie, di cui francamente io - forse perché fuori dal tempo e da questo immenso e poco edificante teatrino che è diventato il dibattito pubblico – non ci capisco proprio il resto di niente.

Aggiungo anche che persino qualche prete, che si dice all’avanguardia, con le sue sparate a ruota libera mi genera confusione e tremolio cristiano. Mi domando tra me e me: “Vuoi vedere che è tutto perfettamente in ordine e che sei tu, consumato dalle tue riflessioni giornaliere e dalle tante capriole che ti è toccato e che ti tocca vedere ogni giorno, che non capisci più un accidenti?

Penso, ripenso e mi intristisco di brutto. Poi per fortuna come per incanto mi vengono in soccorso attraverso gli stessi mezzi (televisione e web), un film del grande Totò che mi fa ridere di felicità antica e di intelligenza e a seguire una vecchia intervista firmata da Enzo Biagi con le parole giuste e le considerazioni appropriate, una amabile riflessione dello famoso scrittore napoletano Raffaele La Capria(che adoro leggere e ascoltare) e un articolo sulla resilienza del grande scrittore Vito Teti. Pensieri luminosi, immagini e scritti che mi fanno ritrovare, in qualche modo, la serenità perduta.

Posso stare tranquillo. No sono io quello che non capisce più il resto di niente. Sono i novelli falsi comunicatori del nuovo corso, gente da da sotto il vestito niente, a confondere le acque, a dire fregnacce e a sbandierare ai quattro venti, con insipida e arrogante oratoria, il nulla del nulla, ovvero il niente.