Associazione a delinquere e spaccio di cocaina, assolto 27enne del Vibonese (NOME)
In primo grado aveva riportato una condanna a 3 anni e mesi 4 di reclusione, oltre a 20mila euro di multa. E, ancora, era stato interdetto, da pubblici uffici per la durata di 5 anni.
Ma in appello, difeso dagli avvocati Alberto Schepis e Nazzareno Latassa, è arrivata l'assoluzione per Emanuele Bruno, 27enne nato a Serra San Bruno e residente a Mongiana, nel Vibonese.
A pronunciare la sentenza il Tribunale di Messina: il giovane vibonese era accusato di aver ceduto sostanza stupefacente, di tipo cocaina, per un valore di 20mila euro ed era finito a processo in seguito ad articolate attività di polizia giudiziaria coordinate dalla Procura della Repubblica di Messina – Direzione Distrettuale Antimafia -, e dal comando provinciale della Guardia di finanza di Messina, che all’alba del 6 ottobre 2023 avevano dato esecuzione ad un’ordinanza emessa dal Gip del Tribunale di Messina Tiziana Leanza con cui fu disposta la custodia cautelare in carcere nei confronti di 13 persone, sottoposte a indagine, a vario titolo, per associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti.
L’attività investigativa aveva preso avvio dalla segnalazione dei funzionari della dogana tedesca che, presso l’aeroporto di Francoforte sul Meno, sottoponevano a sequestro alcune spedizioni postali, contenenti piccole dosi di sostanze stupefacenti destinate al territorio peloritano. Gli immediati approfondimenti, sviluppati dagli specialisti del Gruppo Investigazioni Criminalità Organizzata del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Messina, facevano ipotizzare l’esistenza di un ben più strutturato traffico internazionale di sostanze stupefacenti, in cui risultavano effettivamente coinvolti diversi soggetti domiciliati in provincia di Messina e nei Nebrodi in particolare. Data l’elevata professionalità dei personaggi coinvolti le investigazioni, condotte attraverso le classiche attività di osservazione, appostamenti e controlli, ed integrate con intercettazioni telefoniche e ambientali, consentirono di ricostruire, in modo dettagliato, i ruoli e le funzioni dei singoli appartenenti all’organizzazione criminale. La droga era destinata ad una fitta rete di acquirenti domiciliati nei comuni di Sant’Angelo di Brolo, Brolo, Raccuja, Sinagra, Capo d’Orlando, Gioiosa Marea, Patti, Naso, Ficarra e Piraino.
