Vibo, presidenza del Consiglio a Putrino ma c'è l'incognita dei numeri in Aula
L'accordo nella maggioranza sull'elezione di Rino Putrino alla guida dell'assemblea di palazzo “Luigi Razza” è stato ormai trovato. Superato ogni ostacolo, il consigliere di Forza Italia si appresta a diventare il successore di Giuseppe Muratore. Appuntamento fissato per questa mattina quando, però, non tutto filerà liscio.
Il nome di Rino Putrino è stato sin dalle primissime fasi della trattativa quello più gettonato. E sebbene qualche rimbrotto non sia mancato tra le fila della maggioranza, il centrodestra – tramite i suoi leader extraconsiliari, il senatore Giuseppe Mangialavori e il neo consigliere regionale Vito Pitaro – ha trovato la quadratura del cerchio. Questo non significa che tutti gli ostacolo siano stati abbattuti. In gioco sono già entrate le opposizioni, nelle cui divisioni Forza Italia e soci dovranno tentare di aprire un varco per conseguire il proprio obiettivo.
Operazione non semplice, stando ai primi rumors raccolti tra le fila del centrosinistra e delle liste civiche schierate dall'altra parte dell'Aula rispetto a chi sostiene l'amministrazione Limardo. Le minoranze, infatti, non rimarranno in Aula a tenere il numero legale nel momento in cui si procederà alla disamina di questa pratica. Da quanto si apprende, Partito democratico, Movimento Cinquestelle, Vibo Unica, Vibo prima di tutto e Concretezza faranno cadere il numero legale necessario per l'elezione del presidente del Consiglio. Numero che la maggioranza da sola non è in grado di raggiungere.
Le ragioni della scelta sono le più disparate: per qualcuno è mancato il coinvolgimento delle opposizioni, per qualche altro si continua a perseguire una logica maschilista, per altri ancora la questione sarebbe politica. Di conseguenza, la linea che terranno le opposizioni, con i dovuti distinguo sarebbe la seguente: avallare la scelta della maggioranza, ma non mantenere il numero legale in Aula se quest'ultimo fosse – come sarà – indispensabile per l'elezione del capo dell'assise. Questo significa che la possibilità di ritrovarsi dinanzi a un film già visto, nello scorcio finale della passata consiliatura, dopo le dimissioni dell'allora presidente del consiglio Stefano Luciano, non è del tutto remota.
