Regione Calabria, FP CGIL all’attacco: «Personale ignorato, persa l’occasione delle verticalizzazioni»
Il sindacato boccia il Piano 2026-2028: «Costi minimi per quest'anno, dal 2027 ogni promozione costerà dieci volte di più. Sprecata un'opportunità unica»
Un’occasione d’oro sprecata per valorizzare chi già lavora all’interno degli uffici regionali. È questa la dura accusa lanciata dalla FP CGIL Calabria a seguito dell’approvazione del Piano integrato di attività e organizzazione (PIAO) 2026-2028. Pur riconoscendo la validità generale dell’impianto, i segretari Alessandra Baldari e Ferdinando Schipano puntano il dito contro l’assenza delle cosiddette "verticalizzazioni", ovvero le progressioni di carriera per il personale interno.
Il cuore della protesta risiede in una finestra normativa che scadrà proprio con l'anno in corso. Grazie a una deroga prevista dal CCNL, per tutto il 2026 la Regione potrebbe promuovere i propri dipendenti pagando esclusivamente il "differenziale stipendiale" (la differenza tra il vecchio e il nuovo stipendio).
I numeri forniti dal sindacato sono emblematici: far avanzare un operatore esperto oggi costerebbe all'Ente circa 2.200 euro annui. Dal 2027, invece, il meccanismo cambierà radicalmente e l’amministrazione dovrà farsi carico dell'intero costo della posizione, superando i 20.000 euro per singola unità. "Il 2026 rappresenta un’occasione difficilmente replicabile per attivare queste selezioni in modo economicamente sostenibile", spiegano dalla FP CGIL. "Non inserire queste progressioni nel piano significa ignorare un rapporto costi-benefici estremamente favorevole per le casse pubbliche".
Secondo quanto riferito dai sindacati, l’Assessore al Personale aveva assunto l'impegno di approfondire la questione prima della pubblicazione del PIAO, promessa che tuttavia non avrebbe trovato riscontro nei fatti. Il risultato è lo stallo per una platea molto ampia di lavoratrici e lavoratori – in particolare istruttori e operatori esperti – che vantano competenze consolidate ma restano bloccati nelle posizioni di partenza.
Oltre alla questione delle carriere, la FP CGIL rilancia un'altra urgenza: la situazione dei lavoratori di Arpal distaccati presso la Regione. "Un confronto serio su questo tema non è più rinviabile", dichiarano Baldari e Schipano, sottolineando come la valorizzazione del capitale umano non possa prescindere dalla risoluzione delle precarietà e dei vuoti organizzativi che riguardano questi addetti.
La palla passa ora alla Cittadella Regionale: il sindacato chiede un cambio di rotta immediato per evitare che il 2026 si chiuda con un nulla di fatto, lasciando i dipendenti senza prospettive e l'amministrazione con costi futuri molto più onerosi.
