Saltano le prime teste nel centrodestra, in vista della chiusura delle liste che saranno presentate per le elezioni regionali del 3 e 4 ottobre prossimi. E sono nomi pesanti quelli che l'asse granitico formato dal senatore Giuseppe Mangialavori e dall'aspirante governatore Roberto Occhiuto, avrebbe deciso di mettere alla porta. Le sorprese più grosse arrivano dal collegio centrale, quello che va da Vibo Valentia, passando per Lamezia Terme e Catanzaro, fino a Crotone. Non sarà candidato, infatti, il consigliere regionale uscente Vito Pitaro, che da giorni molti davano già per certo in seno alla lista che porta il nome del presidente.

Equilibri legati a rapporti di forza interni a Forza Italia, partito egemone del centrodestra, hanno determinato la decisione, dopo che la Commissione parlamentare antimafia aveva già concluso da giorni i propri lavori. Vito Pitaro, non coinvolto in alcun procedimento giudiziario, è rimasto imbrigliato nel gioco delle parti, o meglio, al massacro, che si è venuto a creare in seno agli azzurri per questioni di territorialità. Il senatore Mangialavori ha così dovuto rinunciare al suo principale alleato al Comune di Vibo, dove il gruppo che fa capo al consigliere regionale uscente conta su ben sei eletti ed è decisivo, al momento per la tenuta della maggioranza, schierata a sostegno del sindaco Maria Limardo.

Ma le sorprese non finiscono qui. Dalle liste del centrodestra è fuori pure Claudio Parente, il signore delle cliniche che sarebbe finito in seno alla compagine di Forza Italia. In questo caso -si vocifera -sono stati i vibonesi a fare la voce grossa per mettere alla porta l'ex consigliere regionale, coinvolto, a differenza di Pitaro, in un'inchiesta giudiziaria, con tanto di richiesta di rinvio a giudizio da parte della Procura di Catanzaro.

Non sarà della partita nemmeno Raffaele Sainato, ex vice sindaco di Locri, subentrato in Consiglio regionale al posto di Domenico Creazzo, indagato per scambio politico-mafioso nell'inchiesta "Inter Nos" che ha fatto luce sugli appalti dell'Asp, affidamenti nel settore delle pulizie assegnati alle imprese ritenuto vicine alle cosche di Reggio, Melito Porto Salvo e Locri. Fuori dai giochi da giorni, infine, Sergio Costanzo che aveva ritirato la propria candidatura. Il nome sul quale si continua a discutere, invece, è cosentino. Ed è quello di Katia Gentile, espressione del noto potentato bruzio, ed ex vice sindaco di Cosenza. Proprio colei che Mario Occhiuto defenestrò, nel cuore del suo primo mandato da sindaco, dalla propria giunta.