Vibo, querelle Costa-Cascasi. L'imprenditore: "La Giunta ha impedito la realizzazione del mio progetto"
Non si arresta la diatriba tra l'ex sindaco di Vibo Elio Costa e l'imprenditore Francesco Cascasi, in merito ad un accordo di programma decisamente datato ma tornato d'attualità negli ultimi giorni. E' l'imprenditore stesso a prendere nuovamente carta e penna e scrivere alla nostra redazione dopo la replica dell'ex capo dell'Amministrazione. "Caro direttore - scrive Cascasi - non vorrei abusare della sua pazienza e di quella dei suoi lettori ma non posso esimermi, dopo aver letto le giustificazioni del dr. Costa in merito alle ragioni sottese all’adozione della delibera di Giunta n. 207 del 24 maggio 2003, dal chiederle di pubblicare la predetta delibera, che allego, nella quale si parla di accordo di programma per 17.000 euro. Tra l’altro, nel 2016 ho chiesto di avere copia degli atti sottesi alla predetta delibera nonché del citato accordo di programma ma mi è stato risposto che negli uffici comunali non vi è traccia degli atti richiesti. Ad ogni modo, prendo atto solo adesso della esistenza di un accordo di programma per svariati milioni di euro ma del quale la città non ha mai avuto notizia, né quale finanziamento e soprattutto neppure come opere pubbliche realizzate".
"Rimane il fatto che la delibera di Giunta ha impedito la realizzazione del mio progetto il cui investimento sarebbe stato di circa 8 milioni di euro con una comprensibile importante ricaduta occupazionale. Risorse finanziarie queste certe e non come quelle dei vari accordi di programma che vengono sempre soltanto annunciati senza che poi abbiano mai ricaduta nel mondo reale. Inoltre, adottando quella delibera di giunta non si era tenuto conto del fatto che il rilascio della concessione a mio favore non avrebbe affatto vincolato o diminuito la possibilità di azione dell’Ente Comunale per la realizzazione di eventuali opere pubbliche, dato che la stessa concessione sarebbe stata sottoposta a specifica clausola di salvaguardia in forza della quale avrebbe potuto subire limitazioni, sospensioni o revoche nel caso in cui fosse stato necessario procedere con le opere di banchinamento, laddove finanziate. La conclusione è sotto gli occhi di tutti. La delibera di giunta 207/2003, lungi dall’aver rappresentato uno stimolo per l’ottenimento dei fondi pubblici a compensazione del sacrificio degli investimenti privati, ha avuto soltanto l’effetto di impedire l’investimento privato all’interno del quale vi era anche la previsione della sistemazione della banchina per oltre 1.800.000 euro, ma questa volta di soldi veri.
