Caos Pd, Mirabello a muso duro:"Clima invelenito soltanto per screditarmi"
Il segretario dimissionario affonda i colpi e ribatte al vetriolo a chi " si è reso strumento di azioni destabilizzanti".
da REDAZIONE
Rompe il ghiaccio Michelangelo Mirabello. Il segretario provinciale finito sulla graticola per questioni legate al tesseramento del Pd. E decide di replicare a 360 gradi rispetto al cosiddetto “caso Capistrano”. “Sono sbalordito – afferma Mirabello - che nell'ambito di una polemica a senso unico, imbastita sul nulla, in una forma di grottesca degenerazione, si sia addirittura arrivati, allo scopo evidente di invelenire in clima e screditare la mia figura, alla illegittima, e mai autorizzata, pubblicazione della trascrizione di una conversazione privata che ho intrattenuto circa un anno fa con soggetto a me sconosciuto ora come allora”.
Pesante l'affondo nei confronti di Ernesto De Piano: “Al netto di qualche amara considerazione sul livello di correttezza del mio, per fortuna occasionale interlocutore, che risparmio prima di tutto a me stesso, volevo pertanto evidenziare che proprio il contenuto di ciò che ho dichiarato privatamente a soggetto successivamente ed impropriamente autoproclamatosi sine titulo "referente" del Pd, dimostra la mia assoluta linearità e serietà”.
Quanto al tesseramento, dopo aver ricordato che il tesseramento del 2014 è stato aperto in Calabria dopo le elezioni regionali del 23 novembre 2014, Mirabello puntualizza “che l'apertura d'un circolo territoriale del PD soggiace fino a prova del contrario a norme statutarie e regolamentari ben precise”.
Tutto ciò al fine “di far comprendere anche a chi si rende ignaro strumento di ridicole azioni destabilizzanti, che in una comunità si entra con rispetto e serietà, e che le scelte su tempi e modalità vengono stabilite da regole statutarie che mi pare non prevedano ad oggi episodici contatti telefonici, anche se captati, sbobinati ed utilizzati in mala fede alla bisogna”.
