'Ndrangheta: 9 condanne del Tribunale di Reggio Calabria per i clan di Scilla
Nove condanne ed un'assoluzione. Questo il verdetto del Tribunale di Reggio Calabria chiamato a giudicare 10 imputati coinvolti nell'operazione antimafia denominata "Alba di Scilla" che ha colpito le storiche consorterie mafiose dei Nasone e dei Gaietti che da oltre 30 anni dominano a Scilla. Queste le condanne: Matteo Gaietti, 10 anni così come chiesto dall'accusa; Rocco Gaietti, 6 anni, così come chiesto dai pm; Domenico Nasone, 7 anni e 6 mesi (in luogo dei 17 anni;chiesti dai pm); Francesco Nasone, 8 anni, così come chiesto dalla Dda; Rocco De Lorenzo, 13 anni (in luogo di 22 anni chiesti dai pm); Angelo Carina, 15 anni (in luogo dei 20 chiesti dai pm); Antonino Calabrese, 7 anni e 6 mesi (analoga la richiesta di pena); Carmelo Calabrese, 9 anni (in luogo degli 8 anni chiesti dai pm); Caterina Meduri, 1 anno e 6 mesi in luogo di 2 anni. Assolto Francesco Libro nei cui confronti erano stati chiesti 12 anni e 6 mesi di reclusione.

L'inchiesta partita nel 2011 ha provato l’ingerenza della cosca Nasone-Gaietti sui cantieri dell’A3. Scaturita dalla denuncia di un imprenditore siciliano, vincitore dell'appalto per l'ammodernamento di un piccolo lotto della statale 18 (vessato con la richiesta di 6 mila euro corrispondenti al 3% dei lavori), l’indagine ha portato alla disarticolazione della storica cosca di Scilla che imponeva il proprio dominio pure sui lotti della Salerno-Reggio Calabria che ne attraversano il territorio, oltre a praticare estorsioni ai danni di diversi operatori economici di Scilla. In aula l'accusa per la Dda reggina è stata sostenuta dai pm Rosario Ferracane e Annamaria Frustaci.



