'Ndrangheta, nuova battuta d’arresto: rinvio per il filone sui “colletti bianchi”
Slitta a luglio 2026 il procedimento legato alle presunte infiltrazioni. Difese al lavoro sulla documentazione, udienza sul rito posticipata a settembre
Nuovo rinvio per il secondo troncone del processo “Perfido2”, il procedimento che ruota attorno al presunto sistema di infiltrazioni della ’ndrangheta nel comparto del porfido in Trentino e che coinvolge anche esponenti politici, imprenditoriali e appartenenti alle forze dell’ordine.
Il giudizio, che riguarda il cosiddetto filone dei “colletti bianchi”, è stato aggiornato al 17 luglio 2026. La decisione è arrivata nel corso dell’udienza, durante la quale i legali degli imputati hanno chiesto tempo per esaminare integralmente la documentazione depositata dalla pubblica accusa, rappresentata dalla pm Maria Colpani.
Slitta anche la fase procedurale relativa alla scelta del rito: l’udienza fissata per la decisione è stata infatti rinviata al 10 settembre. Un ulteriore passaggio che allunga i tempi di un procedimento già complesso e articolato.
Nel filone risultano complessivamente 15 imputati, tra ex amministratori pubblici, imprenditori e appartenenti alle forze dell’ordine. Le contestazioni della Procura di Trento comprendono, a vario titolo, ipotesi che vanno dallo scambio elettorale politico-mafioso all’associazione mafiosa, passando per detenzione di armi, favoreggiamento, fino alla circolazione di banconote false e alla rivelazione di atti d’ufficio.
Tra le posizioni più rilevanti figura quella di Domenico Morello, già condannato in secondo grado per associazione mafiosa, insieme agli ex sindaci Bruno Groff e Roberto Dalmonego e all’ex parlamentare Mauro Ottobre, tutti chiamati a rispondere dell’ipotesi di scambio elettorale politico-mafioso.
Altri imputati sono coinvolti per reati legati al possesso di armi, mentre ulteriori posizioni riguardano la presunta immissione di banconote false. Per alcuni appartenenti all’Arma dei Carabinieri, all’epoca in servizio ad Albiano, le accuse spaziano dall’omissione di denuncia al favoreggiamento, fino alla rivelazione di atti d’ufficio, anche in relazione a un episodio di violenza ai danni di un lavoratore.
Sul procedimento resta alta l’attenzione anche sul territorio: il Clp ha annunciato l’organizzazione di un dibattito pubblico ad Albiano, previsto per la serata di mercoledì 15 aprile 2026, dedicato proprio alle implicazioni dell’inchiesta e al contesto sociale e politico in cui si inserisce.
