Una giornata complessa per la città di Lamezia Terme che, già nella giornata di ieri, aveva assistito alla protesta degli ex Lsu-Lpu che avevano bloccato i binari della stazione ferroviaria paralizzando la percorrenza dei treni. Stamani i manifestanti sono ritornati davanti alla stazione trovando però uno schieramento di forze ad impedirne l’ingresso all’interno della struttura.

Il primo colloquio con il ministro Lezzi. Stamani è giunta in Calabria, il ministro per il mezzogiorno Barbara Lezzi, che ha deciso di conferire con i rappresentanti delle sigle sindacali e con alcuni lavoratori chiarendo e ribadendo l’impegno del governo a trovare una soluzione per le 4500 famiglie di precari calabresi. Presente con i lavoratori anche il presidente della regione, Mario Oliverio, che ha ribadito la propria vicinanza alle 4500 famiglie.


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Speranze e poi reazione. Terminato l’incontro i manifestanti attendevano degli atti ufficiali che andassero a ufficializzare ciò che il ministro aveva dichiarato. Atti ufficiali che non sono arrivati tanto da far agitare i manifestanti che hanno tentato di entrare comunque all’interno della stazione. Due donne nel momento di massima agitazione hanno accusato dei malori: una sarebbe scivolata e un’altra avrebbe avuto un attacco di panico. I due malori hanno reso necessario l’intervento del 118.

Spostati in aeroporto. Dopo un periodo di ulteriore attesa davanti alla stazione i manifestanti hanno deciso di andare in marcia davanti all’aeroporto internazionale di Lamezia Terme dove sono continuati per qualche minuti gli insulti nei confronti delle forze dell’ordine. La situazione successivamente si è placata.

Sindacati al telefono con il ministro. L’intenzione dei manifestanti era quella di incontrare il ministro chiedendo spiegazioni sul mancato arrivo degli atti ufficiali. Il ministro però ha conferito telefonicamente con i rappresentanti dei sindacati ribadendo la propria posizione e negando alcune dichiarazioni effettuare la mattina. Nel frattempo un post su Facebook del ministro in cui vengono ribaditi gli impegni presi stamani ha iniziato a divenire virale.

Comuni bloccati domani. Dopo il colloquio con il ministro i rappresentanti dei sindacati hanno rilasciato delle dichiarazioni unitarie. "Prosegue lo stato di agitazione. Domani (oggi ndr) si mantiene nei comuni. Noi domani attraverso i social comunicheremo l’orario di partenza per Roma. Noi andiamo a Roma. Se non ci sarà nessuno a riceverci noi ci saremo comunque. Qui si continua con l’azione di lotta".