La scrittrice vibonese trionfa anche al premio letterario di Piaggine. Il suo testo preferito ad altri 78 in concorso

Un nuovo successo per la scrittrice vibonese Titti Preta. L'ultima vittoria, conseguita con il racconto Rosina, al premio Letterario "Versi sotto Irmici", di Piaggine (SA).  In finale, la docente-scrittrice, era arrivata insieme ad altri 78 testi da tutt'Italia.

 Il racconto che ha ottenuto i favori della giuria è un monologo-confessione in cui la protagonista è Rosina, una donna considerata una selvaggia e una diversa nel paese sdirrupato dove vive da sola, dando scandalo. E’ anche una maga, che esorcizza dal malocchio, toglie le fatture o le propizia. E viene sfruttata dagli uomini. "Ho voluto tratteggiare una figura unica - sostiene Titti Preta - figlia della Luna e della Terra, una sorta di strega popolare, nei secoli oggetto di una vera e propria caccia".

   C’è poi lo sviluppo narrativo tipico del racconto, con l’intromissione di un’altra figura femminile, la sciantosa, altro prototipo di donna libera e considerata dai facili costumi in un Sud atavico e statico che è poi quello del secondo dopoguerra quando l’attrazione verso il proibito era rappresentato sia dalle indigene come Rosina sia dalle forestiere come la cantante del varietà che viaggiava e non aveva fissa dimora.

"E’ una delle mie tante riflessioni  - conclude la scrittrice - sul “come eravamo” e come siamo, infatti la narrazione si snoda in un arco di tempo ampio, per cui si assiste al raffronto tra il prima e il poi. Un piccolo viaggio, dunque, alla ricerca delle nostre radici. O un tenero amarcord alla maniera quasi felliniana, messo per iscritto seguendo la mia cifra e le mie inclinazioni: riscoprire i modelli antropologici del Meridione, tratteggiare impareggiabili ritratti di donne, che rappresentano il cambiamento sociale, l’evoluzione, la discontinuità. Un piccolo passo per conoscere e ri-conoscere usi, costumi, dialetto, luoghi, superstizioni del Mediterraneo".