Ventotto società e beni per 8,2 milioni di euro: sono i sequestri effettuati dalla Guardia di Finanza di Catania dalle prime ore di questa mattina nel corso di un’operazione che per smantellare un diffuso sistema di somministrazione fraudolenta di manodopera e di frode fiscale sta impegnando oltre 120 finanzieri province di Catania, Caltanissetta, Messina, Siracusa, Ragusa, Trapani, Cosenza, Vibo Valentia, Napoli, Roma, Viterbo e Varese.
L’ordinanza, disposta dal gip del Tribunale etneo su richiesta della locale procura, riguarda complessivamente 29 indagati. Per 15 di loro sono state decise misure cautelari: due in carcere, quattro agli arresti domiciliari e nove destinatari di interdittiva. I reati a vario titolo contestati sono: associazione a delinquere, emissione di fatture per operazioni inesistenti (Foi), dichiarazione dei redditi infedele e fraudolenta mediante l’utilizzo di Foi nonché indebita compensazione di crediti fiscali inesistenti.
I NOMI
Sarebbe stato a Catania, nello studio del commercialista Antonio Paladino, 61 anni, originario di Monza, e del suo collaborate Gaetano Sanfilippo, 47enne di Gela (Caltanissetta), il centro delle decisioni delle frodi fiscali con false fatture al centro dell’operazione ‘Dentro o fuori’ della guardia di finanza che ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare per 15 indagati.

Gli arresti domiciliari sono stati disposti per Sergio Itano, di 55 anni, di Cosenza, Giuseppe Paparatto, di 55 anni di Ricadi (Vibo Valentia), Mariangela Granvillano, di 42 anni, di Nicosia (Enna) e Simonetta Massimi, di 56 anni, di Roma. Nove persone sono destinatarie del divieto di esercitare uffici direttivi di persone giuridiche per un anno: sono tre uomini e sei donne, tutti siciliani.