Corte Costituzionale, pensione quasi raddoppiata per gli invalidi al 100%
Sentenza storica della Corte Costituzionale che ha stabilito che le persone con grave disabilità, riconosciute invalidi civili al 100%, dalle commissione mediche, non possono soddisfare i primari bisogni della vita, in violazione al diritto al mantenimento che la Costituzione con l’art. 38 garantisce agli inabili.
Quindi non più € 285,66 euro mensili previsti dalla legge 118 del 1971, ma oggi si può avere l’incremento ad €516,46 sin dal 18esimo anno di età senza aspettare il raggiungimento dell’età di sessantasei e sette mesi. L’unica condizione sarà che gli invalidi non debbano godere di altri redditi su base annua pari o superiore ad € 6.713,98 e che da tale somma non viene computata l’indennità di accompagnamento.
Grande soddisfazione ha espresso l’avv. Sergio Lucisano, presidente provinciale dell’Anmic – Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi Civili – che per legge ha la rappresentanza e la tutela di tutta la categoria, con riferimento alla sentenza emessa ieri, dalla Corte Costituzionale, sostenendo che il 23 giugno 2020, è una data storica per gli invalidi civili.
