I fatti risalgono al 2009 e, stando alla ricostruzione dell’accusa, il giudice Giancarlo Giusti poi deceduto suicida a marzo del 2015, in qualità di magistrato del collegio del Tribunale del Riesame di Reggio Calabria, annullò l’ordinanza di carcerazione emessa dal gip nei confronti dei componenti della cosca Bellocco - Rocco Bellocco, Rocco Gaetano Gallo e Domenico Bellocco - dai quali avrebbe ricevuto 120mila euro.

Sempre secondo l'accusa, a fare da intermediario, tra gli altri, anche l’avvocato Armando Veneto, per il quale il procuratore generale di Catanzaro ha chiesto la conferma della condanna a sei anni di reclusione. L'avvocato Veneto è accusato di corruzione in atti giudiziari aggravata dal metodo mafioso e concorso esterno in associazione mafiosa per avere tentato di corrompere un giudice.