Indagini chiuse in Calabria: undici indagati per mafia, estorsioni e usura (NOMI)
L’inchiesta documenta inoltre il controllo capillare del territorio, con interventi diretti sugli imprenditori locali e pratiche di intermediazione mafiosa

La Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro ha formalizzato la chiusura delle indagini su undici presunti affiliati della cosca Iannazzo di Lamezia Terme, accusati a vario titolo di associazione mafiosa, estorsioni, usura, intestazione fittizia di beni, detenzione di armi e uso illecito di cellulari in carcere. Il provvedimento, firmato dal pm Romano Gallo, segue l’operazione Andromeda dello scorso maggio che aveva portato a otto misure cautelari.
Secondo l’accusa, il clan, colpito dagli arresti, si sarebbe rapidamente riorganizzato, rafforzando i ruoli esistenti e introducendo nuove figure chiave nella gestione delle risorse economiche, tra cui la cosiddetta “cassa comune” destinata a sostenere famiglie e spese legali dei detenuti. L’inchiesta documenta inoltre il controllo capillare del territorio, con interventi diretti sugli imprenditori locali e pratiche di intermediazione mafiosa. La chiusura delle indagini conferma, secondo la Dda, la resilienza del gruppo, capace di mantenere il suo potere economico e sociale. Ora gli indagati hanno venti giorni per presentare memorie difensive o chiedere interrogatori, prima dell’eventuale esercizio dell’azione penale.
Gli indagati
Nel provvedimento di chiusura delle indagini figurano undici persone ritenute legate, a vario titolo, alla cosca Iannazzo. Si tratta di Francesco “Franco” Amantea, 70 anni, Mario Gattini, 51 anni, Antonio “Mastru ‘Ntoni” Iannazzo, 69 anni, Debora Iannazzo, 40 anni, Emanuele Iannazzo, 45 anni, Francesco “U Cafarone” Iannazzo, 71 anni, Francesco Antonio Iannazzo, 34 anni, Pierdomenico Iannazzo, 47 anni, Vincenzo Iannazzo, 36 anni, Giovannina Rizzo, 71 anni, e Giuseppe Ruffo, 36 anni.
