Mesiano di Filandari (nel Vibonese) ieri si è fermata nel silenzio carico di dolore per dire addio a Martina Piserà, la 32enne morta all’ospedale di Vibo Valentia, appena 26 minuti dopo l’ingresso al Pronto soccorso. Era al settimo mese di gravidanza. La notizia dell’assenza di battito fetale è arrivata come un colpo al cuore. Poco dopo, anche quello di Martina ha smesso di battere.

Alle esequie, celebrate nella chiesa del piccolo centro dove la giovane viveva con il marito Alberto Lascala, la commozione è stata incontenibile. Tra i momenti più toccanti, l’omelia di don Franco Fragalà, parroco del santuario di San Francesco di Paola a Pizzo, che con parole semplici e profonde ha tracciato un ritratto affettuoso e autentico: «Martina era socievole, possedeva calore e generosità. Lavorava tanto. Era una donna fresca e semplice, non aveva fronzoli. Eppure, la sua non era stata una vita facile: aveva sofferto per la morte di suo padre. Quanto ci teneva al matrimonio… I canti, le letture… Me ne parlava di continuo. Era così entusiasta e adesso, io sono qua a celebrare il funerale. Buon viaggio, cara Martina».

Un viaggio doloroso, portato via dal vento, che ha lasciato due nomi incisi su una lapide: quello di Martina e del bambino che portava in grembo, che i genitori avevano deciso di chiamare Marino, in memoria del nonno scomparso un anno fa.