Nella giornata odierna il Tribunale collegiale di Vibo Valentia, presieduto dalla dott.ssa Borrelli, ha pronunciato l'assoluzione con formula piena di G.R., imputato di detenzione illegale di armi clandestine e ricettazione. Il caso riguarda i fatti accaduti il 4 ottobre 2021, quando i carabinieri della compagnia di Vibo Valentia eseguirono una perquisizione presso l’abitazione del nipote dell’imputato. Durante l'operazione, le forze dell'ordine rinvennero, in una proprietà a Vibo Valentia, diverse armi, tra cui due lanciarazzi non funzionanti, una schiacciacani con pistola priva di tappo rosso e una penna a pistola calibro 22.

Il nipote di G.R. fu arrestato in quella circostanza, ma successivamente scarcerato in sede di convalida dell’arresto e prosciolto dal GUP di Vibo Valentia. Il processo, quindi, proseguì nei confronti di G.R., che è stato difeso dall’avvocato Santo Cortese.

Nel corso del processo, la difesa ha sostenuto che il luogo in cui le armi erano state trovate era accessibile a più persone, e che le armi in questione non rientravano nella categoria di quelle clandestine o da guerra. Inoltre, si è sottolineato che le armi erano state acquistate prima dell’entrata in vigore della Legge 175/110 sulle armi, e che i lanciarazzi, in particolare, erano legittimamente in vendita all'epoca. L’accertamento balistico, inoltre, ha escluso che le armi fossero state utilizzate in azioni criminose.

Il tribunale ha accolto la tesi difensiva, dichiarando che non vi erano prove sufficienti a collegare G.R. alla detenzione delle armi. L’imputato, incensurato, è stato quindi assolto con formula piena per non aver commesso il fatto. La procura aveva richiesto una condanna di tre anni e mezzo di reclusione.

L’assoluzione di G.R. segna la conclusione di un lungo iter giudiziario che si è protratto per tre anni.