L’isola del vento, l’identikit di Pasquale Arena e le dichiarazioni del pentito (VIDEO)
Dai legami parentali al commissariamento del Comune di Isola, il profilo del nipote del boss Nicola Arena delineato nelle carte del sequestro disposto dal Tribunale di Crotone
di GABRIELLA PASSARIELLO
“Dominus incontrastato e canale privilegiato nel controllare e condizionare le decisioni politiche del territorio”. La Dda di Catanzaro, che oggi ha raggiunto un altro traguardo contro la cosca Arena, “prelevando dal conto” di Pasquale, nipote del vecchio capo clan Nicola Arena, 350milioni di euro, fornisce una descrizione chiara sulala capacità economica e il potere indiscusso di Pasquale Arena all’interno della famiglia di ‘ndrangheta di Isola Capo Rizzuto. Pasquale è il fratello del boss Carmine Arena, ucciso in un agguato mafioso il 2 ottobre 2004, un dato questo apparentemente insignificante, che assume rilevanza per il Tribunale di Crotone, sezione misure di prevenzione, che ha dato il nulla osta al sequestro, se si coordina con la struttura tipica delle ‘ndrine calabresi, a carattere familiare e con la circostanza che Pasquale Arena convive nello stesso stabile dove viveva il fratello e il nipote di Fabrizio Arena.
I rapporti con la cosca. In altre parole Pasquale ha sempre mantenuto, contatti stabili, certi, duraturi con gli altri membri della cosca. E che fosse il referente del clan, secondo la Dda, lo si evince anche dalla sua assunzione come funzionario all’interno dell’Amministrazione comunale di Isola Capo Rizzuto. Un’assunzione avvenuta nel 1980 con apposita delibera della Giunta comunale, composta nella sua quasi totalità da persone con precedenti penali per associazione mafiosa, truffa ed interessi privati in atti di ufficio, in un Comune peraltro per diversi anni commissariato per infiltrazioni mafiose. Un ruolo che avrebbe consentito a gregari e affiliati della sua famiglia di godere di un canale privilegiato per continuare i loro affari.
Il collaboratore di giustizia. A fare il nome di Pasquale Arena nella realizzazione del Parco eolico e a sostenere che sarebbe stato proprio lui ad occuparsene è il pentito Giuseppe Giglio: “(…) la Giglio srl era un’azienda affidata per diversi milioni di euro farla intervenire e coinvolgerla in questa gestione dei pali, prendere… perché avevano problemi anche di… per quanto riguardava… cosa era?... i pagamenti, non lo so adesso, per le rate del mutuo, una cosa del genere, perché c’era bloccata la cifra e non pagavano le rate, la società forse era all’estero, non mi ricordo esattamente cosa disse. Io mi ricordo solo che dovevo fare intervenire la mia società in qualche modo per poter finanziare diciamo, no finanziare, neanche, cercare di subentrare, non lo so come aveva in mente di farlo, perché aveva un’operazione in mente a farla coinvolgendo la mia società. Quando ho saputo che c’era l’intervento dell’Antimafia, giustamente là dottore…”
L’isola del vento, l’identikit di Pasquale Arena e le dichiarazioni del pentito (VIDEO)
L'isola del vento", Gratteri: "La famiglia Arena è una cosca di'ndrangheta di serie A" (VIDEO)
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