Sette anni di attesa: a Vibo l’allarme della Casa della Carità
La storica struttura fondata da don Mottola denuncia la carenza di terapie neuro-psicomotorie convenzionate

Sette anni di attesa per accedere alle terapie neuro-psicomotorie convenzionate. È l’allarme lanciato dalla Casa della Carità di Vibo Valentia, storica struttura fondata da don Francesco Mottola e oggi pilastro della riabilitazione infantile in provincia.
In una lettera aperta al Prefetto Anna Aurora Colosimo, firmata da tutto il personale, dai bambini e dai genitori, la Fondazione denuncia la gravità della situazione: oltre 300 piccoli pazienti a settimana, il 90% in età evolutiva, e un fabbisogno terapeutico di 68.000 ore annue, di cui ne vengono erogate solo 18.000. Per far fronte alla carenza, la Casa della Carità ha introdotto il “sistema sospeso”, offrendo gratuitamente trattamenti ai bambini provenienti da famiglie in difficoltà, migliaia di ore nel solo primo semestre 2025. Nella lettera, l’ente invita il Prefetto a visitare la struttura senza preavviso, per vedere “la sanità viva” fatta di dedizione e sacrificio. L’appello è chiaro: sbloccare l’aumento dell’accreditamento, ridurre le liste d’attesa e garantire cure tempestive ai più fragili.
