"A processo 67 degli 85 indagati nell'inchiesta Petrolmafie": questa la richiesta avanzata dal sostituto procuratore della Dda di Catanzaro Andrea Mancuso al termine del suo intervento durante l'udienza preliminare che si è svolta ieri davanti al gup Matteo Ferrante. Il giudice ha ammesso anche le costituzioni di parte civile, tra queste spicca la Provincia di Vibo Valentia il cui presidente, Salvatore Solano, rischia il rinvio a giudizio per scambio elettorale politico mafioso. Sono otto i patteggiamenti richiesti, altrettanti imputati sono stati ammessi al rito abbreviato e due di loro hanno preannunciato istanza di rito alternativo.

Il pm il quadro accusatorio emerso nel blitz scattato nell'aprile scorso. L’inchiesta "Petrolmafie", considerata la naturale prosecuzione dell'operazione "Rinascita-Scott", ha fatto luce sull’infiltrazione del clan Mancuso nel settore dei carburanti. Oltre che per il presidente Solano il sostituto procuratore ha chiesto il rinvio a giudizio anche per l'ex consigliere comunale di Vibo Valentia Francescantonio Tedesco, per gli imprenditori vibonesi Giuseppe e Antonio D’Amico, per la show-girl Anna Bettozzi, nota come Ana Betz e per i boss di Limbadi Luigi e Francesco Mancuso.