La sera del 25 Novembre, nell’accogliente salotto della libreria Cuori d’Inchiostro, a Vibo Valentia, Pierluigi Pedretti, docente di storia e filosofia al Liceo Classico “ B. Telesio” di Cosenza, ma anche storico e saggista, ha presentato il suo ultimo lavoro, Roma sul Savuto. La latinizzazione di una valle calabrese, ilfilorosso, Cosenza, 2022, pp. 76.

Le musiche e le letture a cura di Michele Andronico hanno fatto da cornice a una suggestiva e  piacevole serata fra amici.

Dopo il primo libro Un demone in bicicletta. Tra le montagne di san Colombano, Le Farfalle, Catania 2018, in cui in maniera originale, raccontava, con uno sguardo antropologico-letterario le bellezze naturalistiche della Calabria, Pierluigi Pedretti torna a percorrere le strade della regione stavolta viaggiando nel tempo, alla ricerca delle tracce perdute.

Roma sul Savuto rappresenta un affascinante viaggio nella storia, nella memoria della nostra bella, ma tormentata regione, scontrosa e straordinaria, dai paesaggi unici, ricca di passato e di presente, ma inquieta, anche perché soggetta fin dalle sue origini a invasioni e occupazioni, sfruttamenti e violenze, una regione che crediamo di conoscere, ma che invece è molto più dei pregiudizi e degli stereotipi che da sempre l’accompagnano, è molto di più dei suoi paesaggi, del suo mare: la Calabria ha vissuto pagine che molti in gran  parte ignorano e che anche attraverso i suoi tanti abitanti  è diventata quella di oggi.

Il saggio nasce da un’occasione, l’invito da parte dell’antropologo e classicista  Emanuele Lelli a partecipare alla Giornata Mondiale del Latino 2022. Il tema “I nostri luoghi latini” ha spinto l’autore a individuare un argomento importante e conosciuto dagli addetti a i lavori, ma che invece è sconosciuto al grande pubblico.

Da qui nasce Roma sul Savuto, che di quella relazione rappresenta un approfondimento, un testo non specialistico, non accademico, ma che dei tanti studi sull’argomento tiene conto e che si propone di essere un’agile guida geostorica e antropologica per l’appassionato lettore, per gli studiosi, ma anche per studenti e lettori comuni.

Si compone di dieci capitoli e fornisce una breve, ma esauriente bibliografia sull’argomento che dimostra sia lo studio attento dell’autore, sia un importante punto da cui partire per il lettore curioso che vuole approfondire l’argomento. È un libro agile, ma non essenziale, chiaro e denso, ricco di informazioni e curiosità, corredato da utili cartine, dalle fotografie di Franco D. Scarpino e da un Qr code che permette di accedere ai video-documenti “Calabria antica e moderna”.

Scrive Pedretti: “La Calabria è forse oggi la regione d’Italia che manterrebbe una sorta di primato: quello di essere erede di un mondo primitivo e selvaggio, connaturato a quello dei suoi abitanti”. Gettando uno sguardo su una porzione del territorio calabrese, l’autore prova a descrivere e spiegare le conseguenze della dominazione romana sulla valle del Savuto, al confine tra le province di Cosenza e Catanzaro.

Roma sul Savuto è un libro di luoghi e sui luoghi, è un libro di strade, mappe, fotografie, di toponimi, ma è anche un libro su un passato storico che ha visto l’avvicendarsi di popoli e culture diverse: i bretti, i greci, i romani ed è un libro che racconta le eredità del passato. È un libro di geostoria e di antropologia che riflette sulle convivenze, sulle fragilità e sulla bellezza di un fiume, il Savuto, che qui acquista un nuovo volto, un fiume che scorre per 48 km e che percorre una valle che “ha costituito sempre uno strategico asse di comunicazione”, ma che in queste pagine ci fa compiere anche un viaggio molto più lontano nella storia “accompagnandosi per buona parte del percorso all’antica via Popilia- Annia” anche attraverso i suoi ponti, il cui più emblematico e memorabile è il Ponte di Annibale, anch’esso ingiustamente abbandonato all’oblio.

Pierluigi Pedretti, nella sua appassionata trattazione, affronta poi, soprattutto nel quinto e nel nono capitolo, un argomento importantissimo: l’impatto ambientale che l’occupazione e poi la colonizzazione romana ha avuto sul nostro territorio. Un paesaggio sostanzialmente rispettato dai greci  e devastato dai romani e dalla massiccia opera di deforestazione (i monti calabresi furono presi d’assalto per prelevare legname e pece) secondo “un programma di sfruttamento e razionalizzazione delle risorse locali” che ha rappresentato in effetti un impoverimento generalizzato del territorio.

Il volume è anche un testo di ecostoria in cui il paradigma dell’ecologia contemporanea viene applicato alla storia: è chiaro nel libro il rapporto fra evoluzione ambientale e sviluppo sociale, fra ambiente e insediamento umano.

Roma sul Savuto è, dunque, un piccolo, ma prezioso strumento per ripercorrere a ritroso la memoria storica di una Calabria che ancora non  ha rivelato tutti i suoi segreti e insieme un invito a godere la bellezza di una natura che nonostante tutto mantiene una bellezza senza tempo.