"Oltre sei milioni di firme sono un’enormità. I referendum sociali promossi dalla Cgil, i quesiti referendari contro la “buona scuola”, quelli contro l’Italicum e per il NO alle riforme costituzionali, messi insieme hanno superato i sei milioni di firme; una valanga che, insieme al recente voto amministrativo, manda un segnale forte e chiaro al Governo liberista di Matteo Renzi. Senza giocare con i numeri, è evidente che sei milioni di firme non sono sei milioni di persone: molti cittadini hanno firmato per diversi quesiti referendari che, al di là delle stime precise e delle soglie minime più o meno raggiunte, in comune hanno la forte contrarietà ai più discussi decreti emanati dal Governo e imposti con la fiducia a un Parlamento di nominati, che non hanno nessuna voglia di terminare in anticipo la legislatura". Ad affermarlo è il coordinatore cittadino di Sinistra italiana a Vibo Valentia Gernando Marasco.

L'affondo. "Diffidiamo di chi profetizza che, se vincerà il NO al referendum costituzionale - chiarisce Marasco - l’Italia piomberà in una crisi politica e economica. Dopo di Renzi, che peraltro ha voluto personalizzare lui il referendum, non c’è il diluvio; non è detto che si dimetterà e in ogni caso gli uomini per i governi tecnici e/o di larghe intese, meno divisivi di lui, in Italia non sono mai mancati. E magari scriveranno una legge elettorale più democratica e costituzionale dell’Italicum…"

I dati. "Il maggior successo - prosegue l'ex Sel -  oltre tre milioni di firme, ha avuto la campagna per i tre “referendum sociali” promossa dalla CGIL: contro i voucher, la precarizzazione che diventa sfruttamento; contro il jobs act e per l’estensione dell’art. 18 a tutti i lavoratori, anche a quelli delle piccole aziende; per la tutela e i diritti dei lavoratori nelle gare per appalti pubblici".

La riflessione. "Personalmente - sostiene l'esponente di SI - da militante di sinistra e da insegnante iscritto alla CGIL-scuola (non tutte le sigle sindacali della scuola hanno aderito) ho sentito molto la campagna referendaria contro i commi più negativi della Legge 107 sulla Scuola: le donazioni ai singoli istituti (sarebbe più “socialdemocratico” a un fondo nazionale per la Scuola); l’eccessivo numero di ore di alternanza scuola-lavoro (200 per i licei e 400 per gli altri istituti superiori); il premio ai docenti “meritevoli” assegnato dai dirigenti scolastici (discutibile per i criteri che determinano la “qualità” dei docenti e per la sua esiguità, di fronte a un Contratto Nazionale bloccato dal 2008); infine il comma più aberrante: la chiamata diretta degli insegnanti fatta dai presidi e non più seguendo le Graduatorie provinciali o d’istituto".

La mobilitazione. Sinistra Italiana, seppure ancora in fase di costruzione, ha contribuito attivamente a queste campagne di mobilitazione popolare, anche e soprattutto nella nostra provincia, dove sicuramente la CGIL ha profuso un grandissimo sforzo, ma il Movimento Cinque Stelle fa fatica a attecchire. Noi invece puntiamo a radicarci su tutto il territorio e a rappresentare un punto di riferimento per chi vede nella politica la via per amministrare il bene comune, affermando valori quali i diritti, la legalità, la giustizia sociale e la solidarietà. Sinistra Italiana sta dalla parte dei lavoratori, di chi è costretto ad accettare compromessi terribili per lavorare, di chi vive sotto la soglia di povertà ma non ha diritto a un reddito minimo garantito; sta dalla parte della scuola pubblica, che non è solo di chi ci lavora, ma anche delle famiglie che ci mandano i propri figli; sta dalla parte della Costituzione e dice NO a delle riforme scriteriate e antidemocratiche.

Il tesseramento. "E’ in corso la campagna di tesseramento a Sinistra Italiana. Facciamo un appello agli amici e ai compagni sparsi sul territorio ad aderire, non per mettersi al seguito di un leader più o meno capace o influente; ma per partecipare attivamente alla costruzione di un progetto politico alternativo, che metta al centro i contenuti, le idee e le proposte, nel quale le persone facciano parte di una squadra e i rappresentanti scelti siano funzionali alla attuazione del progetto stesso".