Una vasta operazione di polizia giudiziaria contro la mala-depurazione e l'inquinamento ambientale sta interessando il litorale di Pizzo Calabro, nel Vibonese. Le indagini, condotte dai Carabinieri Forestali e dalla Guardia Costiera e coordinate dalla Procura di Vibo Valentia guidata Camillo Falvo, come riportato da Gazzetta del Sud, mirano a fare luce sulle cause dell'inquinamento marino che si è registrato, a fasi alterne, lungo la costa.

L'attività investigativa ha portato al sequestro di tre impianti di depurazione comunali e alla denuncia di diverse persone. Sono finiti nel mirino degli inquirenti i titolari delle ditte incaricate della manutenzione e gestione degli impianti, oltre a soggetti raggiunti da sanzioni amministrative.

L'inchiesta ha evidenziato gravi anomalie nel funzionamento di diversi depuratori, con il conseguente sversamento illecito di reflui non trattati:

  • Capistrano: il depuratore comunale è accusato di malfunzionamento, che avrebbe permesso lo smaltimento illecito dei fanghi scaricati direttamente in un fosso;
  • Maierato: l'impianto in questo comune scaricava in una buca confluente nell'invaso del lago Angitola, i cui reflui raggiungevano successivamente il mare;
  • Vallelonga: il depuratore comunale risultava non pienamente operativo, con scarichi riversati in un torrente senza alcun trattamento.

Le ipotesi di reato contestate, secondo quanto emerso dalle indagini, si concentrano sulla gestione illecita dei rifiuti e sull'inquinamento ambientale. Da evidenziare, invece, come le verifiche della polizia ambientale abbiano escluso irregolarità nel depuratore di Monterosso Calabro, dove i controlli effettuati non hanno riscontrato criticità.