La Corte di Cassazione, sezione Prima Penale, nell'udienza del 13-11-2020, ha disposto, in accoglimento del ricorso del legale di fiducia Avv. Giovanni Vecchio, l'annullamento del titolo custodiale che gravava su Antonio Campisi. Il predetto è imputato, unitamente al cugino Giuseppe Muzzupappa (per il quale vi era stata analoga decisione della Suprema Corte), per il reato di tentato omicidio e detenzione illegale di armi, accuse aggravate dalle finalità mafiose.

I due giovani nel novembre dello scorso anno erano stati sorpresi mentre da un'abitazione di Gerocarne, comune delle pre-Serre vibonesi, lanciavano nel fiume una pistola con matricola abrasa calibro 7.65, con relativo munizionamento e colpo in canna. Secondo l'accusa i due imputati, insieme ad altri soggetti in corso di identificazione, avrebbero pianificato un progetto omicidiario nei confronti di appartenenti alla cosca mafiosa dei "Loielo", operante nel territorio delle pre-Serre vibonesi, nell'ambito dell'ormai nota faida con il clan opposto degli "Emanuele" e che, da anni, caratterizza quell'area per il subentro nel controllo del territorio.

Secondo gli inquirenti non a caso, infatti, Campisi e Muzzupappa avrebbero stabilito la loro base operativa all'interno di un appartamento a Gerocarne, utilizzato come covo per condividere obiettivi e strategie. Il Tribunale del Riesame dovrà esprimersi per un nuovo giudizio, valutando se il Campisi dovrà ancora restare ristretto in carcere, ovvero disporre la remissione in libertà.