Natuzza Evolo, la mistica di Paravati: una vita dedicata a lenire la sofferenza
“La sua forza stava nella capacità di portare conforto e serenità a chi soffriva. Ho visto persone entrare nella sua stanza in lacrime e uscirne radiosi”. Così Vincenzo Varone, giornalista e autore del libro “Il disegno celeste. Natuzza Evolo. La vita, le opere e i dialoghi con Gesù e la Madonna”, ricorda Natuzza Evolo, la mistica di Paravati di Mileto.
Natuzza, figura di riferimento per la comunità di Mileto, infondeva coraggio, fiducia e speranza in Dio, accompagnando chi si rivolgeva a lei con una presenza discreta ma intensa. Le parole di San Giovanni Paolo II, “La sofferenza è la via obbligata della salvezza e della santificazione”, descrivono il percorso spirituale che Natuzza affrontava, lenendo i tormenti degli altri e donando conforto a chi ne aveva bisogno.
Il libro di Varone ripercorre la vita umile ma straordinaria della mistica, raccontando episodi in cui Natuzza, fin dalla giovane età, ricevette messaggi mariani. Nel 1944 la Vergine Maria le affidò un progetto umanitario destinato a sorgere a Paravati, chiedendole però di mantenere il segreto. Solo alla fine del 1986 Natuzza comunicò quanto le era stato rivelato all’allora parroco don Pasquale Barone, dando così inizio a un’opera che oggi è visibile nella Villa della Gioia, con la grande chiesa dedicata al Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime, aperta al culto il 6 agosto 2022.
La memoria di Natuzza Evolo resta viva nella comunità di Mileto, che ogni anno si ritrova per celebrare il ricordo di colei che ha saputo trasformare la sofferenza in speranza e la fede in un impegno concreto per gli altri. Il libro di Varone offre uno sguardo approfondito sulla vita, le opere e i dialoghi spirituali di questa straordinaria donna, testimone di una fede intensa e di una dedizione senza pari.
