La storia del Novecento a scuola con Carlo Greppi (VIDEO)
Il 25 maggio, presso l’Aula Magna del Liceo artistico Colao, durante la terza giornata del Progetto Gutenberg XX, si è svolto un incontro fra gli alunni dell’IIIS Morelli- Colao e il giovane e noto storico Carlo Greppi. Al centro del dibattito due saggi dell’autore, Il buon tedesco (2021) e Un uomo di poche parole. Storia di Lorenzo, che salvò Primo, entrambi editi da Laterza. Due storie straordinarie e poco conosciute in una delle pagine più oscure della storia contemporanea: la diserzione di un giovane soldato tedesco perché contrario al suo destino di violenza ed orrore e l’atto d’amore di un uomo pressoché sconosciuto che aiutò Primo Levi a salvarsi dall’inferno di Auschwitz.
Carlo Greppi è uno storico, scrittore e studioso del Novecento. Ha collaborato con Rai Storia e cura la serie Fact checking: la storia alla prova dei fatti per la casa editrice Laterza. Ha frequentato il Master di Tecniche della narrazione della Scuola Holden di Torino, e ha successivamente conseguito la laurea magistrale binazionale franco-italiana in culture moderne comparate presso l'Università degli Studi di Torino e l'Université Savoie Mont-Blanc. Nel 2010 ha lavorato nella redazione della mostra “Fare gli italiani. 150 anni di storia nazionale”, curata da Walter Barberis e Giovanni De Luna in occasione del 150º anniversario dell'Unità d'Italia. Nel 2013 ha fondato l'Associazione Deina, per la quale si occupa della redazione e della realizzazione di percorsi formativi sulla storia del Novecento e dell'organizzazione di viaggi di memoria e di istruzione. Questa attività lo ha portato ad avvicinarsi molto al mondo dei ragazzi e per questo ha spesso collaborato con le scuole.
Il primo saggio di Carlo Greppi, L'ultimo treno. Racconti del viaggio verso il lager, risultato di una borsa di studio presso l'Istituto piemontese per la storia della Resistenza e della società contemporanea "Giorgio Agosti", è uscito per Donzelli nel 2012 e ha vinto il premio Ettore Gallo dell'Istituto storico della Resistenza di Vicenza, dedicato agli storici esordienti. Il libro è uno studio della memoria della deportazione politica e razziale dalla penisola italiana. Ha poi pubblicato Uomini in grigio. Storie di gente comune nell'Italia della guerra civile per Feltrinelli (2016), una rielaborazione della sua tesi di dottorato, e altri saggi storici per Laterza, Feltrinelli e Utet. Il suo saggio 25 aprile 1945 è stato nella rosa dei titoli selezionati per il premio Viareggio Rèpaci.
Con L'età dei muri. Breve storia del nostro tempo, Greppi ha indagato il lungo Novecento attraverso una storia dei muri e delle linee di divisione contemporanee tra il 1916 e il 2019, dando grande centralità alle due guerre mondiali e alla caduta del muro di Berlino, a cui fa seguito l'attuale età dei muri. Al suo amore per la disciplina è dedicato La storia ci salverà. Una dichiarazione d’amore (2020), mentre Il buon tedesco (2021) racconta la storia dei disertori tedeschi e austriaci che si unirono alla Resistenza italiana, a partire dalla figura di Rudolf Jacobs, caporalmaggiore della Kriegsmarine che morì armi in pugno combattendo con la Brigata Garibaldi “Ugo Muccini”.
Nel 2023 Greppi pubblica Un uomo di poche parole. Storia di Lorenzo, che salvò Primo, una biografia di Lorenzo Perrone, il muratore di Fossano che ad Auschwitz aiutò Primo Levi, permettendogli di sopravvivere al lager.
Il "Buon tedesco" è un'opera che documenta, con ricerche di archivio e testimonianze dirette, una piccola parte di storia della seconda guerra mondiale che ancora oggi è poco conosciuta, il ruolo, la scelta dei disertori tedeschi che si unirono ai partigiani italiani. Ci troviamo nel 1944 sui monti di Sarzana, dove, improvvisamente, il capitano della marina tedesca Rudolf Jacobs insieme al suo attendente, decide di “voltare le spalle alla stella sotto cui è nato”, tradire la patria e passare dalla parte dei partigiani loro nemici, per inseguire un ideale, sentendosi servitori della più grandi di tutte le cause (citando Bartha Von Suttner). Entra a fare parte della Brigata Garibaldi Muccini, attiva nella zona in cui si incontrano Toscana, Liguria ed Emilia, un’area densamente innervata dall'attività di Resistenza, che si estende tra le Alpi Apuane, le propaggini del parmense, Sarzana, Lerici.
Carlo Greppi svolge un’accurata e minuziosa ricerca, servendosi di numerosi fonti storiche sulla seconda guerra mondiale e della Resistenza. La storia di Jacobs è forse la più conosciuta tra i disertori tedeschi, eppure di lui si sa ben poco, solo alcuni indizi sparsi. Lo storico cerca quindi di creare un’immagine completa, attraverso piccoli indizi e a un fil rouge che collega la sua storia a quella di altri disertori che come Jacobs fecero la scelta di seguire quelli che li avrebbe poi definiti come tedeschi buoni. In realtà la vicenda di Jacobs mette in luce problemi più profondi, problemi storiografici riguardanti la resistenza tedesca, e che sono stati celati a lungo, come il dissenso all’interno dell’esercito tedesco. L’autore porta all’attenzione del lettore esperienze poco conosciute, come appunto quelle dei partigiani stranieri, non pochi, in Italia alcune migliaia, che ad un certo punto scelsero la diserzione perché stanchi di essere dalla parte sbagliata. La loro scelta coraggiosa, rischiosa e che condusse molti alla morte apre un varco verso ciò che Levi definiva “una remota possibilità di bene”, e ci fa riflettere, ponendoci di fronte ad una domanda ineludibile: Noi “saremmo stati diversi? noi come ci saremmo comportati?”
