'Ndrangheta nel Vibonese, condannato a 12 anni ritorna libero
La Corte di Appello di Catanzaro in accoglimento di un’istanza proposta dal suo legale, l'avvocato Giuseppe Bagnato, ha revocato la misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di Antonio Accorinti. Il 40enne di Briatico, figlio di Antonino, è uno degli imputati principali del processo Costa Pulita, che nell’aprile del 2016 portò al fermo di numerosi soggetti residenti nell’aera rivierasca della provincia di Vibo Valentia, per associazione mafiosa ed altre ipotesi di reato. A conclusione del processo celebratosi con le forme del rito abbreviato, nel luglio del 2018, Antonio Accorinti è stato condannato alla pena di 12 anni di reclusione, perché ritenuto partecipe dell’associazione mafiosa capeggiata dal padre, insieme ad altri reati fine in materia di armi, danneggiamento ed altro.
E' stato tuttavia scarcerato per decorrenza dei termini massimi di custodia cautelare, e successivamente sottoposto all’obbligo di dimora, di firma e rientro notturno.
Nell’agosto scorso, il gip di Catanzaro accogliendo una richiesta di aggravamento avanzata dalla procura distrettuale, ha sostituito l’obbligo di dimora con gli arresti domiciliari, per effetto delle numerose e reiterate violazioni delle prescrizioni che erano state imposte all’atto della scarcerazione.
In data odierna, la Corte di Appello di Catanzaro, competente in seguito alla proposizione dell’impugnazione della sentenza di condanna, accogliendo i rilievi della difesa, ha revocato gli arresti domiciliari applicando il solo obbligo di firma.
