"La situazione italiana è la più grave del mondo e per numero di morti superiore anche alla Cina. Le condizioni sono difficilissime e in Lombardia addirittura tragiche. Però con i numeri qualcuno non dice la verità". E' il pensiero di Mario Caligiuri, presidente della Società
Italiana di Intelligence e direttore del Master in Intelligence dell'Università della Calabria in una intervista all' American Herald Tribune. "In Cina da febbraio a dicembre del 2019 ci sono 21 milioni di cellulari spenti. Non so se questo significhi qualcosa. In Italia, secondo l'istituto Superiore di Sanità circa il 2 per cento dei decessi dipenderebbe esclusivamente dal Coronavirus. In Russia i dati ufficiali parlano di pochissime persone infette e al momento nessun morto.  In Giappone sono stati chiusi precipitosamente i confini subito dopo la notizia ufficiale dello spostamento delle olimpiadi di Tokyo al prossimo anno. Solo nelle ultime settimane si sono assunti provvedimenti rigidi sulla pandemia sia gli Stati europei, tranne la Svezia, che gli USA, dove il numero delle infezioni è il primo al mondo. I numeri sono certamente indicativi, ma vanno interpretati e contestualizzati. E le considerazioni si faranno alla fine, tra diversi mesi".