Gioacchino da Fiore e Dante Alighieri a confronto pensando alla Civiltà Europea
Le sale CEV di Palazzo Gagliardi ospeteranno venerdì 12 maggio alle ore 16.00 l’evento culturale dal tema: “Gioacchino da Fiore – Un maestro della civiltà europea”.
Il programma prevede, dopo i saluti del sindaco di Vibo Valentia Maria Limardo e del presidente dell’Uici Giuseppe Bartucca, le relazioni del presidente del Centro internazionale di studi gioachimiti Giuseppe Riccardo Succurro su” L’attualità del pensiero di Gioacchino da Fiore” e del sociologo Maurizio Bonanno, che, da studioso di Dante, interverrà su: “La filosofia gioachimita affiora nella Divina Commedia di Dante”. Gli attori Dolores Mazzeo e Domenico Costa cureranno le letture di alcuni brani di Gioacchino da Fiore. Mentre i musicisiti Clelia Barbieri (flauto) e Gianni Arena (pianoforte) eseguiranno musiche medievali.
L’iniziativa è organizzata dalla Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti, Sezione territoriale “Giovanni Barberio” di Vibo Valentia. “L’UICI di Vibo Valentia – spiega in proposito il Presdiente Giuseppe Bartucca – organizza frequenti iniziative culturali nella consapevolezza di quanto la conoscenza sia importante per la crescita di ogni persona, a prescindere dalla propria eventuale disabilità, che – anzi – può tanto più divenire “preziosa diversità” quanto più “valorizzata dal sapere”. Il medesimo sapere che può far meglio comprendere ai cosiddetti “normodotati” (o persone con disabilità non evidente) quanti siano comuni i desideri e le possibilità di elevarsi ed elevare il mondo circostante, che appartiene a tutti nelle sue molteplici sfaccettature, perché “i problemi dei ciechi non sono solo dei ciechi, così come il resto delle tematiche collettive non riguardano solo i vedenti”.
Giuseppe Riccardo Succurro, quale presidente del Centro internazionale di studi gioachimiti, evidenzierà come “La storia dell’umanità per Gioacchino è storia della salvezza: sull’intero corso dei tempi del Vecchio e del Nuovo Testamento domina la Trinità: il Padre, autore di tutte le cose; il Figlio che si è degnato di condividere il nostro fango; lo Spirito Santo, di cui dice l’Apostolo “Dove c’è lo Spirito Santo ivi è la libertà”.
“Per Gioacchino da Fiore – precisa ancora Succurro – l’Età dello Spirito Santo non rimpiazza l’Età del Figlio, ma la porta a compimento dall’interno. L’abate florense è “lo storiografo dello spirito”.
Dal canto suo, Maurizio Bonanno, storico fondatore del Comitato provinciale della Dante Alighieri, da studioso di Dante (autore, tra l’altro, del volume “Sotto ‘l velame de ‘li versi strani” ipotesi e studi sull’esoterismo di Dante), metterà in relazione Dante e Gioacchino da Fiore evidenziando come: “L’influenza dell’abate calabrese fu davvero forte e illuminante, tant’è che nella Divina Commedia si riscontrano diverse similitudini con le affascinanti immagini frutto delle intuizioni mistiche di Gioacchino, come la figura della candida rosa dell’Empireo nel XXXI canto del Paradiso ispirata alla tavola XIII del “Libro delle Figure” di Gioacchino da Fiore; così come pure, nel XXII canto del Paradiso , quando contempla la Trinità, nel descriverla (“la Fede vede questi tre giri, di tre colori e d’una contenenza, ma la geometria non potrà vederli mai”) Dante s’ispira ai tre cerchi tricolori disegnati da Gioacchino nell’XI tavola del “Libro delle Figure”
Insomma, un appuntamento di particolare interesse culturale inserito nell’ampio programma de “Il Maggio dei Libri” predisposto dall’assessore comunale alla Cultura Antonella Tripodi.
