«Garantire l’accesso al cimitero comunale di Tropea anche alle persone con disabilità e agli anziani è un atto dovuto di civiltà, giustizia e rispetto per la dignità umana. Non è più tollerabile che un luogo così profondamente legato alla memoria e al raccoglimento resti interdetto proprio a chi avrebbe il diritto, umano e costituzionale, di accedervi in sicurezza e autonomia».

Con queste parole Antonio Piserà, ex consigliere comunale di minoranza, ha annunciato di aver formalmente scritto ai commissari prefettizi che reggono attualmente il Comune di Tropea per chiedere un intervento immediato finalizzato all’eliminazione delle barriere architettoniche presenti all’interno e all’ingresso del cimitero cittadino.

L’accesso principale alla struttura è infatti costituito solo da scalini, mentre l’unico accesso secondario disponibile presenta uno sbalzo di circa 10 cm e termina su un terreno sterrato, risultando quindi inadeguato per carrozzine, deambulatori o persone con difficoltà motorie.

«Non sono solo le persone con disabilità a essere penalizzate – precisa Piserà – ma anche molti anziani e cittadini con difficoltà motorie temporanee. Stiamo parlando di un luogo sacro e pubblico che deve essere fruibile da tutti, senza discriminazioni di fatto.»

Piserà, richiamando il D.P.R. 503/1996 e la Legge 104/1992, ha chiesto che venga avviato con urgenza un Piano per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche (PEBA), strumento previsto dalla legge per garantire l’accessibilità progressiva e integrata agli spazi pubblici, con particolare riferimento agli edifici di culto, alle scuole, agli uffici e ai cimiteri, considerati opere di urbanizzazione primaria.

In attesa di una progettazione definitiva, Piserà ha inoltre avanzato una proposta concreta e immediatamente attuabile: rendere fruibile la porta d’accesso che affaccia sul parcheggio del mercato, attualmente chiusa ma che potrebbe rappresentare una soluzione di emergenza efficace per permettere alle persone con mobilità ridotta di accedere al cimitero in modo sicuro.

«Basterebbe pochissimo – spiega – anche una semplice rampa provvisoria e un piccolo tratto pavimentato per garantire dignità e rispetto a tanti tropeani che oggi sono, di fatto, esclusi.»