L’elettrocardiogramma? La spirometria? Esami che fra qualche mese potremo fare direttamente dal nostro medico di famiglia. O fra le mura domestiche. Risparmiando denaro, tempo e riducendo le liste di attesa. Ma non basta. Perché i dottori potranno seguire anche a distanza l’evoluzione di una patologia o misurare i risultati di un’analisi: le nuove apparecchiature che troveremo negli studi sotto casa saranno, infatti, connesse ai nostri smartphone e trasmetteranno i dati in tempo reale. La piccola rivoluzione è contenuta in uno degli articoli della manovra. Poche righe che assegnano ai medici di famiglia una dote di 235 milioni di euro per l’acquisto delle apparecchiature sanitarie destinate alla diagnostica di primo livello.

Entro la fine dell’anno il ministero della Salute, d’intesa con le Regioni, fisserà i parametri per stilare un piano sui fabbisogni e attivare, quindi, i trasferimenti su base territoriale. Strumenti, spiega il ministro della Salute, Roberto Speranza, dai costi contenuti, fra i 1500 e i 2mila euro «ma che consentono di approfondire direttamente in studio alcune situazioni senza avviare direttamente il paziente verso la prenotazione per mezzo del Cup di uno specialista o di un accertamento anche più complesso e costoso».

CONTINUA A LEGGERE QUI