Ciclone Harry, il Governo accelera: lunedì il via libera allo stato di emergenza
Il sottosegretario Sbarra in Calabria: «Stanziamenti rapidi per 300 milioni di danni». Obiettivo ricostruzione lampo con la Legge 40 per salvare la stagione turistica
La Calabria inizia a contare le ferite lasciate dalla furia del ciclone Harry, ma lo fa con la certezza di una risposta rapida da parte del Governo. La visita del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Luigi Sbarra, ha tracciato oggi il cronoprogramma della ricostruzione tra Catanzaro e Siderno, trasformando l’emergenza in un piano d'azione concreto.
Stato di emergenza e primi fondi
Il passaggio più atteso è stato confermato ufficialmente: lunedì prossimo il Consiglio dei Ministri delibererà lo stato di emergenza nazionale. Il provvedimento è la chiave per sbloccare i primi flussi finanziari necessari a coprire i 300 milioni di euro di danni stimati dalla Regione. I fondi saranno destinati prioritariamente a tre fronti: messa in sicurezza dei punti critici del territorio, ristori immediati alle famiglie e alle imprese colpite e rimozione dei detriti e della sabbia che ancora sommergono i lungomari.
La "corsa" contro il tempo per l'estate
Con il comparto turistico alle porte della stagione estiva, il Sottosegretario ha indicato nella Legge 40/2025 l'arma per sconfiggere la burocrazia. «È uno strumento fondamentale che consente procedure semplificate nelle fasi post-calamità», ha spiegato Sbarra durante il vertice con il vicepresidente Filippo Mancuso e il capo della Protezione Civile Domenico Costarella. L'obiettivo è chiaro: riaprire i cantieri e restituire le spiagge alla fruizione pubblica entro giugno.
Prevenzione e "Modello Calabria"
Nonostante la violenza di Harry, Sbarra ha lodato la «maturità istituzionale» del sistema calabrese. La sinergia tra prefetti, sindaci e volontari ha evitato perdite di vite umane. Tuttavia, lo sguardo resta rivolto ai problemi strutturali: l’erosione costiera e il dissesto idrogeologico.
«Il Governo utilizzerà i fondi del PNRR e di Coesione per interventi profondi», ha concluso il Sottosegretario, sottolineando però che la palla passa ora agli enti locali: la velocità della ricostruzione dipenderà dalla loro capacità di mettere in campo progetti validi e immediati.
