'Ndrangheta a Reggio Calabria, beni per 30 milioni confiscati da ex consigliere comunale
Beni per 30 milioni di euro sono stati confiscati all'imprenditore ed ex consigliere comunale di An a Reggio Calabria Domenico Giovanni Suraci, detto Dominique. Il provvedimento, emesso dal Tribunale Sezione di misure di prevenzione su richiesta della Dda, è stato eseguito dalla Dia di Reggio Calabria.
L'iter giudiziario. Suraci era stato arrestato nel 2012 nell'operazione "Assenzio-Sistema" e poi rinviato a giudizio per concorso esterno in associazione mafiosa e intestazione fittizia di beni aggravata dall'aver favorito la 'ndrangheta. Secondo l'accusa sarebbe stato al centro di una rete di imprese nel settore della grande distribuzione alimentare i cui fornitori principali sarebbero stati riconducibili a persone vicine alle cosche Tegano, De Stefano, Condello e Lo Giudice. A Suraci è stato confiscato il capitale sociale ed il patrimonio di 8 società operanti nei settori della grande distribuzione alimentare ed in quello immobiliare, 5 trust, 4 immobili di pregio e rapporti finanziari.
"Assenzio". Dall’ordinanza “Assenzio”, le cui indagini sono state condotte dal Centro Operativo Dia di Reggio Calabria, si evinceva un sistema di frodi ai danni dello Stato attraverso le quali gli imprenditori coinvolti riuscivano a ricavare indebite erogazioni pubbliche tramite fatturazioni false ed accesso indebito al credito d’imposta a favore delle attività produttive gestite. Il fulcro dell’articolato disegno criminale investigato si individuava, essenzialmente, nella sistematica sottoscrizione di contratti di leasing finanziario artefatti e spesso gonfiati ad arte, afferenti l’acquisto, spesso solo cartolare, di beni strumentali, da parte delle società gestite dal Suraci e dal suo socio in affari Giuseppe Crocè, cui era connesso il riconoscimento del credito d’imposta previsto dalla Legge nr. 296/2006.
"Sistema". Con l’operazione “Sistema” condotta dai carabinieri di Reggio Calabria, era stato, invece, appurato come, attraverso un articolato sistema di gestione delle forniture di merce nei vari supermercati di proprietà della citata azienda, era stata favorita la penetrazione della criminalità organizzata reggina, in particolare della cosca “TEGANO – DE STEFANO” e della cosca “CRUCITTI”, in quel lucroso ambito imprenditoriale. Nel procedimento penale “Assenzio” e “Sistema”, Suraci risulta essere stato rinviato a giudizio il 29 luglio 2013 dal gup del Tribunale di Reggio Calabria per i reati di concorso esterno in associazione mafiosa, intestazione fittizia di beni aggravata dall’aver favorito gli interessi economici dell’organizzazione ‘ndranghetistica ed altro.
La confisca. Il provvedimento di confisca, a cui si è pervenuti a seguito di accuratissimi accertamenti patrimoniali e reddituali posti in essere dagli investigatori della Dia di Reggio Calabria sotto l’egida della Procura distrettuale reggina, ha condotto alla confisca del capitale sociale e del patrimonio aziendale di 8 società di capitali operanti nei settori della grande distribuzione alimentare ed in quello immobiliare (di cui 4 società per intero e 4 per quote), 5 trust (complessi di beni e diritti a vincolo fiduciario utilizzati quali schermi societari), 4 immobili di pregio e rapporti finanziari (conti correnti e polizze assicurative). Il valore dei beni sottoposti a confisca è stimato in circa 30 milioni di euro. Le aziende confiscate proseguono la loro attività con appositi amministratori giudiziari nominati dall’A.G. procedente. Nei confronti di Suraci è stata inflitta la misura della sorveglianza speciale della durata di 4 anni.
