Idrocarburi nell'acqua a Vibo Marina e Bivona. Basta lo sgravio sulla bolletta?
L'assessore ai Lavori pubblici del Comune di Vibo Lorenzo Lombardo, tuttavia, si sente di poter rassicurare tutti: "Entro un anno - spiega - il problema verrà risolto definitivamente"
Il tempo delle autobotti sembra lontanissimo. Più remoto, certamente, dell’epoca delle ultime promesse elettorali. Ma l’acqua rimane non potabile per la presenza di idrocarburi da oltre cinque anni a Vibo Marina e Bivona. Eppure, i progetti non mancano. Negli anni ne sono stati elaborati diversi. Al momento di metterli in cantiere, però, si scopre puntualmente che la coperta è corta, che manca la copertura finanziaria per riportare alla normalità l’approvvigionamento idrico dei cittadini nelle frazioni costiere. In realtà un piano il Comune lo ha messo a punto. Tra i cassetti chiusi degli uffici, qualcosa certamente esiste e giace nella polvere. Risale, infatti, alla precedente consiliatura l’idea di incanalare le acque provenienti dal serbatoio Galleria di Longobardi (destinata a finire nelle case di Vibo Marina). L’intubazione del prezioso liquido che scorre liberamente su due binari consentirebbe di immetterla nella rete idrica. Un’opera indubbiamente significativa ma non ciclopica a cui l’amministrazione dovrebbe tentare, prima o poi, di mettere mano. Perché se è vero che questo non sarebbe un modo per arrivare alla soluzione definitiva del problema che passa per la messa a punto di una rete idrica fatiscente, oltre che per la certezza che le acque provenienti dall’Alaco siano qualitativamente accettabili, indubbiamente andrebbe a costituire un significativo passo in avanti.
Soluzione tampone. D’altronde, la detrazione di quasi il 50% in bolletta non può essere ritenuta una scelta definitiva. Si tratta, chiaramente, di un modo per tenere a bada la popolazione, forse più preoccupata di ottenere lo sgravio che di godere di un bene primario. Lo sa bene l’assessore ai Lavori pubblici Lorenzo Lombardo impegnato a carpire dentro gli uffici impenetrabili di palazzo “Luigi Razza” quali risorse possano essere messe a punto per ridare ai cittadini l’acqua potabile.
La dichiarazione. “In meno di un anno - si sbilancia quest'ultimo- i cittadini residenti a Vibo Marina e a Bivona rivedranno scorrere dai rubinetti delle proprie abitazioni acqua potabile. Il Comune realizzerà al massimo entro la fine della prossima primavera il progetto già ampiamente messo a punto per “Galleria Longobardi. Comprendiamo lo stato d’animo, la rabbia iniziale, il disagio e l’attuale rassegnazione dei residenti per una situazione incresciosa che si protrae ormai da anni. Ma il mio impegno e quello dei tecnici di palazzo “Luigi Razza” -rassicura - sarà costante. Agiremo in modo incisivo nel tentativo di venire a capo, una volta per tutte, della complessa questione”.
Incredibilmente, in quell’area, peraltro, non è in discussione la qualità del prezioso liquido. “Ciò che manca, al momento –rammenta l’esponente dell’esecutivo Costa – è la possibilità di garantire ai cittadini acqua potabile con continuità”.
Buona la qualità delle acque. Che cosa significa tutto ciò? La spiegazione dell’assessore è elementare. “Dalla falda di Longobardi sgorgano acque di ottima qualità, decisamente superiore a quelle provenienti dai serbatoi gestiti dalla Sorical. Dobbiamo solo eseguire i lavori che consentano di poterle utilizzare. E’ davvero un peccato che vengano disperse in questo modo”.
Il progetto. Quanto allo stato dell’arte, il progetto preliminare da circa mezzo milione di euro è stato già approvato. Si attende ora “che venga approvato - puntualizza Lombardo – il progetto esecutivo definitivo per poi aggiudicarlo tramite una gara all’impresa vincitrice dell’appalto entro la fine dell’anno”. I lavori “non dovrebbero durare - a sentire gli uffici – più di quattro mesi. A seguire, vi saranno le verifiche dell’Azienda sanitaria provinciale ed i controlli tecnici con apposite sonde”. Pertanto, prima dell’estate Vibo Marina e Bivona potrebbero tornare alla normalità tanto sospirata! Da quel momento “avremo il controllo reale sulle nostre acque” – evidenzia il titolare della delega ai Lavori Pubblici – convinto che non si tratti di un problema esclusivamente di canalizzazione nella rete idrica. “La tubazione esiste già – chiarisce l’assessore – Si pone, più che altro un problema di controllo dell’acqua che scorre nella condotta della galleria”.
Cronoprogramma. Se tutto dovesse avvenire nei tempi e nei modi indicati, indubbiamente il Comune avrà fatto un enorme passo in avanti. Ma non si potranno dire risolti tutti i problemi inerenti l’utilizzo per fini alimentari e umani dell’acqua. “Sappiamo – ha tenuto a puntualizzare Lombardo – quali siano le carenze di una rete idrica decisamente vetusta su tutto il territorio comunale. Dal centro alle frazioni più periferiche. E stiamo cercando di trovare i fondi per intervenire”. A tal proposito, l’assessore ha confermato l’esistenza di un considerevole progetto regionale da ben 2 milioni di euro, “finalizzato all’ingegnerizzazione della rete stessa”, elaborato nel corso della passata gestione “ed attualmente senza copertura finanziaria”.
Insomma, dopo tanto silenzio, dai cassetti rigorosamente chiusi degli uffici comunali qualcosa comincia a venire fuori. E il percorso da seguire per venire a capo del problema dell’acqua potabile, al di là della soluzione-tampone dello sconto in bolletta, sembra essere stato finalmente tracciato.
