È stata celebrata giovedì 23 febbraio nel Santuario di San Domenico in Soriano la messa in ricordo del Brigadiere Capo Antonio Caristo, scomparso prematuramente e tragicamente il 18 febbraio scorso (CLICCA QUI PER LEGGERE L'ARTICOLO). Il sottufficiale, che prestava servizio presso la locale stazione dei Carabinieri di Soriano Calabro, ha perso il controllo della propria autovettura, probabilmente per un improvviso malore, impattando contro le pareti di una galleria mentre tornava verso casa dal servizio.

Il momento di raccoglimento in preghiera è stato voluto dalla Commissione per le pari opportunità, intitolata a Raffaela Calitri, del comune di Soriano che ha invitato i cittadini del centro vibonese a riunirsi per rendere memoria a un servitore dello Stato la cui dipartita ha lasciato dolore e sgomento. La cerimonia eucaristica è stata presieduta da Padre Carmine Palladino O.P. e concelebrata dal viceparroco di Soriano, Don Salvatore Lavorato, i quali, durante la loro omelia, hanno più volte onorato il ricordo del Brigadiere per il lavoro svolto al servizio della comunità, esponendo al rischio e al pericolo la propria vita, con spirito di abnegazione e rettitudine.

Presenti, seduti tra i banchi della navata, il maresciallo Barbaro Sciacca, comandante della locale stazione dell’Arma, e molti altri militari che hanno omaggiato con rispettoso e commosso silenzio il loro compianto collega. Oltre a numerosi cittadini sorianesi, hanno preso parte alla funzione eucaristica, sistemati accanto al gruppo della Commissione per le pari opportunità, gli studenti della Scuola secondaria di primo grado dell’Istituto Omnicomprensivo di Soriano, guidato dalla dirigente Tiziana Furlano. Gli allievi, accompagnati da alcuni insegnanti, a conclusione
della messa, hanno espresso le loro riflessioni sul tragico evento, attraverso le parole toccanti delle compagne Giulia Pisano ed Maria Teresa Bava di seguito riportate.

Le parole di Giulia

Quando sono venuta a conoscenza della scomparse del Brigadiere Caristo per un probabile malore mentre si trovava in macchina sulla via di casa, mi sono veramente dispiaciuta molto, soprattutto pensando alla sua famiglia, ai suoi parenti e ai suoi amici. Deve davvero essere stato terribile ricevere una notizia così brutta all’improvviso. Doveva certamente essere un uomo dal cuore d’oro, pieno di speranza e di coraggio, qualità essenziali per entrare a far parte delle forze dell’ordine.

Purtroppo non se ne parla più di tanto, ma credo che dovremmo ringraziare coloro che svolgono questo lavoro con passione, con voglia di lavorare sodo per dare valore alla giustizia. Ho conosciuto molta gente disposta a rinunciare a molte cose per continuare questo lavoro, che darebbe la propria vita per salvarne altre. Quando pensiamo alle forze dell’ordine, il più delle volte pensiamo ai poliziotti delle grandi città che vengono citati sui giornali, molto meno pensiamo a coloro che vivono nelle nostre piccole realtà, esponendosi a grandi pericoli. Mi sono chiesta cosa potessimo fare noi, io, per onorare la vita di questo uomo dello stato. Forse, dobbiamo semplicemente ricordare: portare dentro al cuore la sua generosità e la sua onestà nel servire lo Stato, nel servirci... Con umiltà e amore.

Il pensiero di Maria Teresa

Quando avviene una morte così improvvisa, così poco naturale e prematura, come quella del Brigadiere Capo Antonio Caristo, rimaniamo tutti un po’ immobili davanti ai “se” che avrebbero potuto cambiare il corso degli eventi. Ma ad interrogarsi sono soprattutto le persone che lo hanno amato: i suoi familiari, il cui cuore sarà straziato dal dolore della perdita. Lo sgomento per questo triste avvenimento si unisce al pensiero che questa sia stata una morte ingiusta. Una morte che lo ha portato via sulla strada del ritorno dal servizio prestato allo Stato. Uno Stato che non aveva potuto concedere il trasferimento tanto desiderato, chiedendo ulteriori sacrifici a chi ha fatto del sacrificio il centro della propria esistenza.

Riflettere insieme, allora, sulla parola sacrificio e sulla parola vita diventa un dovere. Quando un uomo offre la sua vita con generosità per difendere la vita del prossimo, merita di essere definito eroe. Uno dei tanti eroi a cui la storia non riserverà pagine scritte. Allora abbiamo il dovere di rendere omaggio alla sua generosità, facendo memoria e incastonandolo dentro di noi come un esempio a cui attingere per diventare persone migliori: che hanno chiaro da quale parte stia il bene e che cosa sia bene. Falcone dichiarò: “E’ finito il tempo dell’impegno straordinario di pochi ed è giunto quello dell’impegno ordinario di molti”. Allora, quello che noi possiamo fare è scegliere da quale parte stare, chi essere, a chi somigliare, ogni giorno della nostra piccola vita. L’impegno per costruire un mondo migliore deve cominciare da ognuno di noi, nel riconoscimento e nella riconoscenza verso la vita. Verso uomini come questo figlio, Antonio Caristo, adottato dalla nostra comunità con grande onore.

«Soriano ha certamente molto da imparare dalle parole dei suoi figli e delle sue figlie», ha dichiarato la presidente della Commissione per le pari opportunità "Raffaela Calitri" del Comune di Soriano Calabro, Angela Varì.