'Ndrangheta e narcotraffico, finisce la fuga: latitante estradato in Italia (NOME e FOTO)
Il broker, condannato a oltre 22 anni, è atterrato a Fiumicino dopo sei anni di latitanza. Decisiva la mediazione del legale per la consegna spontanea alle autorità italiane
Si chiude dopo oltre sei anni la latitanza di Luciano Camporesi, il 51 di Rimini considerato uno dei vertici del narcotraffico internazionale legato alle cosche della Locride. L'uomo è rientrato in Italia nelle scorse ore con un volo proveniente da Istanbul, scortato dalla polizia turca. Ad attenderlo sulla pista dell'aeroporto di Fiumicino c'erano gli agenti della Polizia di Stato, che lo hanno preso in consegna per il trasferimento immediato in carcere.

Dalle ricerche petrolifere al sequestro record
Camporesi era l'uomo ombra dietro l'imbarcazione "Remus", una nave ufficialmente destinata a ricerche petrolifere ma utilizzata, secondo gli inquirenti della DDA di Reggio Calabria, come un vero e proprio "tir del mare" per lo stupefacente. Proprio a bordo di quel vascello, nel 2018, la Guardia di Finanza mise a segno uno dei colpi più duri al narcotraffico, sequestrando ben 20 tonnellate di hashish.
L'inchiesta "Pollino", coordinata dal procuratore Giovanni Bombardieri, aveva svelato i legami strettissimi tra il broker riminese e i vertici delle famiglie Pelle e Gentile. Un asse criminale capace di muovere carichi colossali di cocaina e hashish dal Sud America verso il cuore dell'Europa, utilizzando navi commerciali e rotte transoceaniche.
La latitanza e il "giallo" turco
Scomparso dai radar nel 2018 per sfuggire alla cattura, Camporesi è stato condannato in primo grado alla pesante pena di 22 anni e 9 mesi di reclusione. La sua fuga era terminata mesi fa in Turchia, dove era stato fermato con documenti falsi. Dopo aver scontato una pena per il possesso di generalità fittizie, l'uomo era rimasto bloccato in un centro di accoglienza turco in attesa del rilascio dei documenti consolari necessari per il rientro.
La resa concordata
Il rientro in Italia non è stato un blitz improvviso, ma l'esito di una complessa procedura seguita dal suo legale, l'avvocato Gioacchino Genchi, che aveva già comunicato alla magistratura calabrese la volontà del suo assistito di consegnarsi e affrontare il processo d'appello attualmente pendente. Con l'arresto di Camporesi, lo Stato mette a segno un punto fondamentale nello smantellamento delle reti logistiche che collegano il narcotraffico internazionale alla 'ndrangheta ionica.
