'Ndrangheta: cinque condanne per esponenti dei clan di Taurianova
La sentenza è stata emessa dal giudice per l'udienza preliminare del Tribunale di Reggio Calabria nei confronti di esponenti dei clan operanti sul territorio
Associazione a delinquere di stampo mafioso ed estorsione aggravata dal metodo mafioso. Per tali reati il giudice per l'udienza preliminare di Reggio Calabria ha condannato cinque presunti esponenti delle cosche Zappia e Cianci-Maio- di San Martino di Taurianova. La pena più pesante, ben 18 anni di carcere, è stata inflitta a Domenico Cianci, 10 anni la condanna invece per Rocco Pesce, mentre ammonta a 8 anni di reclusione la pena inflitta a Giuseppe Zappia. Infine è di 2 anni e 8 mesi di detenzione la condanna rimediata da Luigi Cutrì. Per Antonio Russo, il gup ha comminato una condanna ad 1 anno e 8 mesi di carcere, riconoscendo l'attenuante riservata ai collaboratori di giustizia. Unico assolto Martino Sgrò. Le indagini del pm Giulia Pantano, con il coordinamento del procuratore Federico Cafiero De Raho, relative all'operazione denominata "Vecchia Guardia", hanno accertato l'attività di taglieggiamento ai danni di alcuni imprenditori agricoli che sarebbero stati costretti a pagare la "tradizionale" guardiania ai terreni di loro proprietà, dietro la quale si celava un metodo di oppressione al fine di trarre risorse economiche in favore della cosca di appartenenza. La riscossione delle tangenti sarebbe avvenuta dal 2004 fino al 2009. Nel 2010 dopo una nuova ripartizione delle zone di San Martino di Taurianova tra le famiglie mafiose degli Zappia e dei Cianci, la vittima avrebbe subito pure le angherie di Domenico Cianci, il quale era appena rientrato in Calabria dopo aver scontato una misura di sicurezza nella regione Lazio.
