'Ndrangheta, omicidio nel Vibonese: le clamorose rivelazioni del pentito (NOMI)
Trentatré anni di silenzio, di domande rimaste sospese nell’aria di Briatico, piccolo centro della Costa degli Dei. Era il 1992 quando Francesco Santaguida, 30 anni, elettrauto stimato, venne freddato a colpi di pistola. Da allora, nessuna verità. Oggi, un collaboratore di giustizia rompe il muro dell’omertà e fa riemergere dalle nebbie del passato un nome, forse quello del killer.
Francesco Santaguida venne assassinato mentre si trovava nella sua città: un delitto mirato, mai chiarito, che all’epoca vide le indagini della Procura di Vibo Valentia arenarsi senza risultati. Nessuno fu in grado di fornire informazioni utili per identificare il sicario.
Dopo oltre tre decenni, Roberto Pagano, storico collaboratore di giustizia della ‘ndrangheta cosentina, ha rivelato all’inviato de “Le Iene”, Luigi Pelazza, il nome del presunto esecutore. Secondo il pentito, si tratta di un cosentino incaricato di “punire” Santaguida, che secondo le logiche criminali del tempo operava senza rendere conto alle cosche dominanti.
Pagano ha affidato le sue dichiarazioni ai microfoni della trasmissione Mediaset, tirando in ballo Pierino Pellegrino. L’uomo, ormai lontano da anni dagli ambienti della criminalità, è stato contattato dalla troupe e dall’inviato, reagendo però con irritazione alla presenza delle telecamere.
Il collaboratore di giustizia, che si affidò allo Stato nel 1993 dopo una vita segnata dal pericolo, ha invece raccontato molti retroscena della sua convulsa esistenza, gettando luce su un capitolo oscuro della criminalità organizzata nel Vibonese.
