Pistola venduta a Bartolomeo Arena in cambio di 700 euro, scarcerata donna di Piscopio
Il gip di Catanzaro, Gaia Sorrentino, in accoglimento dell’istanza proposta dall’avvocato Giuseppe Bagnato, ha ordinato la scarcerazione di Cinzia De Vita, agli arresti domiciliari perché indagata nell’ambito della maxi-inchiesta "Rinascita Scott" contro la 'ndrangheta vibonese. Alla donna di 34 anni di Piscopio viene contestato il reato di cessione di una pistola calibro 38 al collaboratore di giustizia Arena Bartolomeo, nonché la simulazione di reato. I fatti sarebbero aggravati dall’agevolazione dell’associazione mafiosa della 'ndrina "Pardea-Ranisi" di Vibo Valentia.
Le accuse del pentito. In particolare, secondo la ricostruzione investigativa, la De Vito avrebbe acquistato legalmente delle armi, tra le quali la pistola cal. 38, per poi denunciare falsamente il furto delle stesse, per poterle cedere illegalmente ad un presunto gruppo mafioso di Piscopio e a Bartolomeo Arena, oggi collaboratore di giustizia. Arena ha dichiarato che la donna gli avrebbe consegnato personalmente l’arma, ricevendo in cambio la somma di 700 euro.
Scarcerata. La pistola in questione, sempre sulla base delle indicazioni del collaboratore di giustizia, è stata rinvenuta e sequestrata in un magazzino dell’interlnand milanese. La De Vito il 19 dicembre scorso era stata portata in carcere e successivamente posta agli arresti domiciliari, ma adesso il giudice valutando l’affievolirsi delle esigenze cautelari ha disposto la scarcerazione dell’indagata e la sostituzione della misura con quella dell’obbligo di dimora.
