L'afa ed il caldo non hanno avuto la meglio.  La sede del Pd vibonese, nel pomeriggio di ieri, non aveva un posto libero. Il motivo era tutto nel titolo scelto per una iniziativa che rischia di segnare un punto di non ritorno nei rapporti di forza dentro il partito e nell'amministrazione: “L’Alternativa”. Un titolo valso quanto una dichiarazione politica. A chiarirne il senso, Ernesto Alecci, capogruppo dem a Palazzo Campanella e in piena crescita di consensi; Antonio Lo Schiavo e Raffaele Mammoliti, reduci dall’esperienza in Consiglio regionale,  ed il segretario del capoluogo Gernando Marasco.

Di compattezza e sinergia il messaggio ufficiale: “Fare squadra per dare una svolta”. Quello reale però è stato un altro. E ha riguardato il Comune. “Dobbiamo avere la maturità di restare uniti e fare da stimolo positivo all’amministrazione”. Dietro sanità, infrastrutture e legge elettorale, il vero tema è stato Vibo e il modo in cui viene governata da Pd e centrosinistra. 

Dentro la sala, il “gotha” dei dem e degli alecciani: per citarne un paio, in prima fila c’era l’assessora al Bilancio Ketty De Luca, nelle retrovie Enzo Insardà. C’erano ovviamente pure i fedelissimi di Mammoliti e la squadra di Lo Schiavo. Si è visto anche l’assessore Stefano Soriano. Almeno tre, invece, le assenze pesanti: quelle della segretaria provinciale Teresa Esposito, dell’assessore alla Manutenzione Francesco Colelli. E soprattutto del sindaco Enzo Romeo. La sua sedia vuota ha detto più di ogni intervento. Perchè il fulcro della discussione non è stato imperniato tanto sulla situazione della Calabria come apparso per un po’, quanto su quella di Vibo, sul Comune, sul sindaco e la sua giunta. 

Mammoliti, a tal proposito, non ha usato giri di parole partendo dai depositi costieri: “Su questo tema, dopo anni di silenzio, l’amministrazione ha iniziato un percorso. E la Regione non può chiamarsi fuori”. 

E ancora: “Sono stati due anni positivi, nonostante tutto. Crediamo che il sindaco voglia a questo punto confrontarsi con tutti noi su quanto è stato fatto e su quanto resta da fare, criticità comprese”. 
In sintesi: serve una verifica. Servono forse anche i declamati e mai effettuati “stati generali” del Pd, oltre che una riflessione più globale nel centrosinistra. 
Antonio Lo Schiavo, a questo proposito, ha indicato la rotta  sul piano amministrativo: "Il piano spiaggia va portato subito in Consiglio (già i malumori esistono nella maggioranza e nella stanza dei bottoni) e, soprattutto,  il Psc, nato vecchio, va cambiato”. Anche da lui, niente attacchi frontali, ma indicazioni chiarissime. “Nel 2024 abbiamo avuto un’occasione storica. Non possiamo buttarla -rimarca l'ex consigliere regionale -. E su questo territorio Ernesto Alecci deve essere il punto di riferimento per tutti, campanili a parte”. 

 Cosa succede ora? Potrebbe nascere a breve il “super-gruppo” dem? Il finale della storia deve essere scritto ma l’autunno sarà  certamente rovente per Romeo e la sua Progetto Vibo, da tempo nel mirino di mezzo centrosinistra. 

Non difficile da intuire il progetto: Lo Schiavo entrerebbe  nel Pd, dietro precise garanzie. Alecci a quel punto scioglierebbe il gruppo civico di Palazzo “Luigi Razza” e lo porterebbe nei dem. Con Mammoliti e Soriano già allineati, si andrebbe facilmente verso il mega-gruppo del Partito Democratico in Consiglio comunale. Operazione che, se andasse a buon fine,  sposterebbe gli equilibri dentro il partito, in maggioranza e nell’amministrazione.