L’inchiesta della Procura di Roma sul Ponte sullo Stretto riaccende il dibattito politico nazionale e arriva fino alle dichiarazioni dell’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Pasquale Tridico, che attacca duramente il progetto e il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini.

«Hanno provato a truccare la partita. A Salvini non resta che dimettersi», afferma Tridico, commentando le notizie relative all’indagine che coinvolgerebbe ipotesi di corruzione e rivelazione di segreto nell’ambito delle procedure legate all’opera.

Secondo l’europarlamentare, il progetto del Ponte rappresenterebbe un’iniziativa priva di solide basi tecniche ed economiche: «Le notizie che arrivano da Roma, con l’indagine della Procura e le perquisizioni del Ros, sono inquietanti e raccontano bene il metodo con cui questa vicenda è stata gestita».

Tridico critica anche l’impostazione generale dell’opera, definendola frutto di una logica “non sostenibile” e lontana dalle reali esigenze infrastrutturali del Mezzogiorno. «Mentre cittadini calabresi e siciliani viaggiano su linee ferroviarie obsolete, si continua a inseguire un’opera simbolo che non risponde ai bisogni concreti dei territori», aggiunge.

Nel suo intervento, l’europarlamentare richiama anche le recenti valutazioni della Corte dei Conti e le criticità evidenziate sul piano procedurale e ambientale: «Le fragilità del progetto sono emerse nonostante i tentativi di forzare il quadro normativo e amministrativo».

Tridico propone quindi un cambio di rotta sugli investimenti: «I fondi destinati al Ponte dovrebbero essere dirottati su infrastrutture realmente utili come la Statale 106, l’elettrificazione della linea jonica, la sicurezza idrogeologica e la rete idrica del Sud».

Infine, la conclusione politica più dura: «Serve un’operazione di verità e responsabilità. Questo progetto va fermato e chi lo ha sostenuto dovrebbe trarne le conseguenze, a partire dalle dimissioni e da un atto di scuse verso il Paese».