Stangata per la ’ndrangheta: pene raddoppiate per gli imputati dell’operazione “Cavalli di razza” (NOMI)
Colpo di scena nel processo milanese che ruota attorno all’operazione “Cavalli di razza”, l’inchiesta che ha svelato gli affari della locale di ’ndrangheta di Fino Mornasco. La Corte d’Appello di Milano ha infatti ricalcolato le pene per i presunti affiliati, portando a un inasprimento generale delle condanne, in molti casi quasi raddoppiate rispetto a quelle inflitte in primo e secondo grado.
Il procedimento riguarda un intreccio di bancarotte fraudolente, estorsioni, violenze e traffici di droga, con un sistema di false cooperative usato per ottenere lavori e fondi pubblici in modo illecito. L’indagine, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Milano e condotta insieme alla Guardia di finanza di Como e alla Squadra mobile, aveva portato nel 2022 a 34 condanne con rito abbreviato.
Tra i casi più emblematici ci sono quelli di Bartolomeo Iaconis, considerato l’ex capo della locale, la cui pena è salita da 11 anni e 8 mesi a 18 anni, e del suo braccio destro Alessandro Tagliente, ex presidente della squadra di calcio di Cadorago, già condannato a oltre 16 anni.
Le loro compagne, Carmela Consagra ed Elisabetta Rusconi, figure rare nel panorama femminile della criminalità organizzata calabrese, sono invece le uniche a non aver visto aumentare le pene: Rusconi resta a 7 anni e 8 mesi, mentre Consagra ottiene una riduzione a 5 anni e 3 mesi.
Condanne più pesanti anche per gli imprenditori Antonio e Attilio Salerni, accusati di aver tentato di prendere il controllo della logistica della Spumador di Cadorago attraverso minacce e pressioni: le pene passano rispettivamente a 13 anni e 12 anni e 8 mesi, con la conferma della confisca delle quote societarie della loro azienda, la Sea Trasporti srl di Lomazzo.
Tra i condannati per associazione mafiosa, spiccano i nomi di Tommaso Alessi (da 7 anni e 2 mesi a 13 anni e 4 mesi), Michelangelo Belcastro (da 9 anni e 4 mesi a 14 anni) e dei fratelli Michelangelo e Pasquale Larosa, passati da 6 anni e mezzo rispettivamente a 16 anni e 6 mesi e 15 anni e 8 mesi.
Raddoppio di pena anche per Antonio Valenzisi di Cadorago, ora a 20 anni e 9 mesi, mentre il fratello Roberto passa a 17 anni. Aumenti significativi pure per i condannati per traffico di droga, tra cui Alex Primerano, salito a 10 anni e 2 mesi.
La Corte ha inoltre confermato la confisca di beni per oltre 5,5 milioni di euro, già in gran parte sequestrati durante le indagini.
Il fascicolo torna ora alla Corte di Cassazione, che dovrà pronunciarsi definitivamente dopo l’annullamento parziale della precedente sentenza di secondo grado, disposto proprio per la necessità di rivedere il calcolo complessivo delle pene. Anche il filone principale del processo, tuttora in corso, ruota attorno agli stessi fatti e agli stessi protagonisti della maxi inchiesta “Cavalli di razza”.
