Un fiume di gente è accorso ieri a Paravati in occasione del trentesimo anniversario dell’arrivo della statua della Vergine Maria realizzata su indicazioni di Natuzza Evolo dal maestro Conrad Moroder di Ortisei. Una giornata che ogni anno coincide anche con il tradizionale ritrovo degli appartenenti ai cenacoli di preghiera nati proprio per volontà della Madonna.

All’appello hanno risposto in migliaia, provenienti da ogni angolo della penisola e molti anche dall’estero, che hanno raggiunto sin dalle prime luci dell’alba la Cittadella della Carità e della speranza per partecipare alle celebrazioni religiose in ricordo di quell’arrivo così tanto atteso che segnò un pagina importante nella storia di Mileto e della fondazione “Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle anime”. Un momento dal significato profondo di cui tanti ricordano, in particolare, la gioia di Fortunata Evolo e le migliaia di persone assiepate lungo le strade del paese, nonostante il tempo quel giorno piovoso, cosi come ieri. I momenti più significativi della giornata mariana di ieri sono state le due concelebrazioni che si sono tenute nel santuario mariano, la prima in mattinata e la seconda in serata.

Il presule della diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea monsignor Attilio Nostro - con a fianco il vescovo di Prato monsignor Giovanni Nerbini - nel corso dell’omelia della messa che si è svolta di mattina ha affidato i nostri figli alla Madonna affinchè crescano nella santità. Nel corso dell’evento religioso il presidente della fondazione che porta avanti il messaggio di mamma Natuzza, don Pasquale Barone ha ricordato quel 13 novembre del 1993 e in particolare la gioia che si leggeva sul volto di Fortunata Evolo quando la statua venne portata nella sua casa, nonché le parole pronunciate dalla stessa mistica. “E’ davvero bella, ma come la vedo io è ancora più bella”.