La Corte d'Appello di Reggio Calabria ha annullato la condanna a sei anni di reclusione nei confronti del vibonese Nicola Preiti, 50 anni, residente a San Calogero. Il gup distrettuale lo aveva condannato in primo grado nell'ambito del processo con rito abbreviato scaturito dalla maxi-operazione antidroga denominata "Columbus", l'inchiesta che ha fatto luce su un vasto traffico di cocaina lungo l'asse Calabria-Costa Rica-Stati Uniti d'America. Accolta l'eccezione presentata dal difensore dell'imputato, l'avvocato Giuseppe Di Renzo, che sosteneva l'incompatibilità territoriale. I giudici reggini hanno così trasmesso gli atti alla Procura di Vibo chiamato ad istruire un nuovo processo nei confronti del 50enne di San Calogero.

L'accusa. Nicola Preiti era accusato dalla Direzione distrettuale antimafia di essere uno dei fornitori della presunta associazione dedita al narcotraffico internazionale della droga.  In particolare la cocaina partiva dalla Costarica, veniva inviata negli Stati Uniti in appositi contenitori di frutta, stoccata in alcuni depositi e quindi importata in Italia.

Scarcerati i fratelli Violi. Con lo stesso verdetto la Corte d'Appello di Reggio Calabria ha annullato le condanne inflitte in primo grado a Francesco e Carmine Violi di Sinopoli, ai quali il gup aveva rispettivamente inflitto 18 e 17 anni e 10 mesi di reclusione. I due fratelli erano stati condannati quali promotori ed organizzatori del reato di associazione mafiosa finalizzata al traffico di stupefacenti aggravata dal requisito della transnazionalità. Anche nel loro caso è stato sollevato il difetto di giurisdizione e di incompetenza territoriale per cui gli atti sono stati trasmessi alla Procura di Catanzaro. Nel frattempo, dopo tre anni di custodia cautelare, i Violi sono stati scarcerati.