Sedici giorni in carcere ma è innocente: l'incubo giudiziario di Pasquale Reillo
Sedici giorni in carcere a novembre del 2018 prima di essere scarcerato dal Tribunale del Riesame di Catanzaro e definitivamente prosciolto da tutte le accuse con la definitiva archiviazione del gip distrettuale di Catanzaro arrivata nelle scorse ore su richiesta della stessa Procura di Catanzaro. È quanto capitato a Pasquale Reillo, 54 anni di Lamezia Terme, difeso dagli avvocati Lucio Canzoniere e Roberto Battimelli. Una storia di ordinaria ingiustizia iniziata all'alba del 12 novembre, il giorno dell'operazione denominata "Quinta Bolgia" che portò all'arresto di 24 persone e al sequestro di beni per 10 milioni di euro, svelando una serie di attività illecite nell'Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro e, in particolare, all'ospedale di Lamezia Terme. Tra le persone finite in carcere c'era anche Reillo. Quell'ordinanza di custodia cautelare venne tuttavia annullata proprio due settimane dopo, quando i legali del 54enne si rivolsero al Tribunale del Riesame di Catanzaro che ha condiviso le argomentazioni degli avvocati Canzoniere e Battimelli disponendo l'immediata scarcerazione.
Un incubo quello di Reillo ufficialmente finito con l'archiviazione chiesta anche dal pubblico ministero il quale ha fatto proprie le argomentazioni del Tribunale del Riesame che aveva sin da subito evidenziato come nessuna condotta dell'indagato "potesse essere qualificata quale consapevole contributo alla realizzazione del disegno criminoso della consorteria mediante l’imposizione dei servizi resi dall’impresa facendo ricorso a violenza o minaccia". In sede di Riesame i difensori avevano evidenziato, a conferma della mancanza di qualunque elemento di prova a carico del loro assistito, come nessuno dei collaboratori di giustizia avesse mai riferito alcunché sulla figura di Reillo, persona incensurata e lontana da qualunque tematica di criminalità. "È stata accertata - sottolineano gli avvocati - la piena innocenza del Reillo da qualunque contestazione venne allo stesso addebitata". Così il gip del Tribunale di Catanzaro ha accolto la richiesta del pm disponendo l'archiviazione nei confronti del 54enne di Lamezia Terme, che esce definitivamente da un'inchiesta dentro la quale non sarebbe dovuto finire. (mi.fa.)
