Rete Civica rilancia l'idea dell'Area Urbana Vibonese: ecco Valentia
Deliberata dall'assemblea degli iscritti una nuova proposta: l'unione di 13 Comuni dell'Hinterland Vibonese per la nascita di un nuovo grande ente locale di circa 90mila abitanti: "L'unica soluzione per uscire dal sottosviluppo"
Rilanciare la proposta di fusione dei comuni dell'Area Urbana Vibonese per la nascita di un nuovo grande ente locale di circa 90mila abitanti (87mila per la precisione). E' quanto deliberato da Rete Civica nel corso dell'ultima assemblea degli iscritti. La delibera è stata anche indirizzata ai sindaci dei tredici Comuni interessati e, in particolare, a quello di Vibo Valentia.
L'area urbana. Secondo l'ipotesi formulata da Rete Civica nell'area urbana di Vibo dovrebbero infatti rientrare, oltre alla città capoluogo di provincia, anche Pizzo, Mileto, Maierato, Jonadi, San Gregorio d'Ippona, Sant'Onofrio, San Costantino Calabro, Filandari, Briatico, Filogaso, Stefanaconi, Cessaniti. In pratica tutto l'hinterland vibonese. “Le popolazioni residenti del nuovo Ente locale – sostiene il presidente di Rete Civica Diego Brancia - godrebbero di indubbi vantaggi sotto svariati profili (tributario, polo di attrazione di investimenti ed infrastrutturale). La legislazione nazionale favorisce questo fenomeno, anche attraverso cospicui incentivi di natura economica. Per il nostro territorio è l'unica via d'uscita all'isolamento ed alla condizioni di grave ritardo e sottosviluppo a cui risulta attualmente relegato”.
Proposte di fusione. Sono diverse le proposte di fusione in atto tra i Comuni calabresi. Si va da Crotone che dovrebbe fondersi con Cutro, Isola Capo Rizzuto e Strongoli (95mila abitanti) a l'Area Urbana di Cosenza (con Rende e Castrolibero), passando per Corigliano Calabro e Rossano. “Non v'è dubbio – aggiunge Brancia - che la Calabria contemporanea ed il Vibonese in particolare siano connotati da un cronico deficit di urbanizzazione”.

La situazione nel Vibonese. La struttura insediativa dell'area-urbana di Vibo Valentia è ancora oggi dominata da un arcipelago di microcomunità disperse sul territorio, mal collegate tra loro, ma strettamente contigue (Vibo-Jonadi-San Gregorio-Sant'Onofrio-Cessaniti-San Costantino Calabro-Filandari-Stefanaconi-Maierato-Filogaso), sono di fatto un continuum urbanistico che si snoda da Nord verso Sud della dorsale Tirrenica meridionale, fino all'Altopiano del Poro. I pochi aggregati urbani cittadini, in primo luogo le città capoluogo di provincia, risultano sottodimensionati sotto il profilo demografico(ad eccezione di Reggio Calabria) e della gamma dei servizi di rango superiore. La società regionale è dunque priva di un fattore determinante di accelerazione dei processi di modernizzazione socio-economici, che è rappresentato per l'appunto dalla presenza di un tessuto di città medie e grandi. “La polverizzazione – sottolinea Rete Civica - della trama urbana non consente il conseguimento della necessaria massa critica per avviare ed implementare l'offerta di servizi di qualità; d'altro canto, la carenza di tali servizi disincentiva la localizzazione sul territorio vibonese di attività economiche dinamiche ed innovative nonché l'attrazione di capitale umano qualificato”.
Campanilismo freno allo sviluppo. Secondo Rete Civica si è instaurato pertanto un circolo vizioso per cui la scarsa crescita qualitativa del sistema urbano deprime le potenzialità di sviluppo economico il che impedisce, a sua volta, la crescita e l'articolazione delle funzioni urbane. Tuttavia, negli ultimi anni in Calabria, nonostante il quadro di sostanziale stabilità, si nota una lieve tendenza alla concentrazione demografica negli agglomerati urbani più importanti, come in quello attorno alla città di Vibo Valentia che raggiunge con il suo hinterland la popolazione complessiva di 87.000 abitanti.
Valentia. “Vibo – osserva Brancia - è una città-cerniera tra due straordinari poli di sviluppo: Lamezia Terme e Gioia Tauro. Lamezia è un grande attrattore commerciale con elevatissime potenzialità di sviluppo legate alla presenza dell'aeroporto internazionale, ma che purtroppo a tutt'oggi sono solo marginalmente sfruttate.Gioia Tauro è già il più importante porto di trasbordo di containers del Mediterraneo, ma ancora largamente inesplorate sono le sue potenzialità di porto industriale e commerciale. Il nuovo Ente locale che Rete Civica ipotizza con la denominazione Valentia, ha al suo interno un considerevole patrimonio di risorse e competenze che possono essere messe a servizio dello sviluppo di queste due polarità”.
