Sarà capitato a tutti di notarlo: le spiagge nel Vibonese sono sempre più piccole, sempre più strette e il mare continua ad avanzare visibilmente anno dopo anno. Un fenomeno certamente naturale ma che sta diventando irrimediabilmente drastico. “C’è già chi ha perso la propria attività e ogni anno rischiamo tutti… ogni volta che c’è brutto tempo fatichiamo a dormire”. Le parole pronunciate questa mattina in conferenza stampa da Debora Valente, tour operator e presidente dell’associazione “Mare Spiagge Costa degli Dei”, rendono bene l’idea del problema che coinvolge sia le attività turistiche - meno spiaggia vuol dire meno clienti e meno investimenti - sia i cittadini che hanno minor spazio per godersi il mare. "Ogni anno perdiamo metri di spiaggia - aggiunge Valente - non c'è più tempo da perdere"

Lo scopo dell'associazione



L’associazione è composta da imprenditori, operatori turistici e albergatori che si sono uniti con un solo scopo: affiancare chi deve affrontare il problema dell'erosione costiera a livello regionale. "Ci siamo dotati a nostre spese di tecnici e avvocati per gestire il problema non in maniera improvvisata ma sapendo di cosa parliamo. Abbiamo studiato il master plan regionale - spiega la presidente Valente - abbiamo avuto interlocuzioni con il dipartimento Ambiente e con i consiglieri regionali come Antonio Lo Schiavo che ha presentato un’interrogazione. Abbiamo anche chiesto un incontro con il presidente Occhiuto". Per cercare di essere portatori non solo di interessi privati ma anche pubblici, inoltre, hanno anche sottoscritto protocolli d'intesa con numerosi Comuni della Coste degli Dei.

I progetti del 2014 mai completati


Per affrontare un problema che "ormai non è urgente, è urgentissimo", l’associazione “Mare Spiagge Costa degli Dei” ha fatto delle richieste precise: prendere parte al tavolo tecnico della Regione, che la politica capisca l’urgenza della questione e si attivi per risolverla, e che si restringano i tempi degli interventi. Quest'ultimo è un aspetto non di poco conto: "Il master plan della regione non è più attuale, le condizioni del mare cambiano in ogni momento, di stagione in stagione. Prendiamo la zona del Tono di Capo Vaticano: un progetto iniziato nel 2014 e mai concluso, e per molti aspetti non più attuale". Il problema è strettamente pratico: se si utilizzano progetti risalenti nel tempo si useranno dei pannelli o dei massi a una profondità e di una grandezza non più utile, rischiando così di sperperare soldi pubblici senza risolvere il problema. Importante anche "non affrontare il problema a pezzi: non ci devono essere interventi spot ma devono avere un’ottica globale" aggiunge Debora Valente.

"I soldi ci sono, manca la spinta per andare avanti"


L'associazione - in conferenza stampa rappresentata da parte del direttivo formato dalla presidente Debora Valente e dagli imprenditori turistici Luca Giuliano, Massimo Pugliese, Massimo Vasinton, Giovanni Imperato e Mosè Mazzitelli - sta organizzando un evento pubblico che si terrà verso la fine di maggio per incontrare le autorità e la popolazione. Sarà l'occasione per far comprendere materialmente la gravità di un problema che tocca tutta la regione e nel Vibonese, in particolare, le zone di Capo Vaticano, Tropea, Parghelia e Zambrone. "Una parte dello scoglio dell’Isola di Tropea, un luogo di interesse nazionale, è caduto" hanno evidenziato per far capire l'urgenza degli interventi. "I soldi sono stati già stanziati, non manca la parte economica. I progetti, anche se vanno attualizzati, sono stati fatti. Manca la spinta che possa portare avanti le cose - concludono - ed ecco perché, circa un anno fa, siamo nati noi".