La mappa dei tumori in Calabria: "Alta incidenza di decessi nel Vibonese e nel Crotonese"
I dati sono preoccupanti e vengono desunti da uno studio effettuato dall'Istituto Superiore di Sanità. L'indagine ha riguardato uno spazio temporale che va dal 2006 al 2012 e ha prodotto dei risultati allarmanti: in Calabria i casi di tumore sono in costante crescita al punto da porre la regione tra i primi posti nella mortalità causata dalle patologie tumorali.
Quattro i casi di studio presi in esame
1. Crotone (unico Sito di Interesse Nazionale presente in Calabria): eccessi di mortalità in entrambi i generi per tutte le cause, tutti i tumori, tumori epatici e renali. Eccessi di ricoveri ospedalieri per tutti i tumori e per neoplasie gastriche, epatiche e polmonari.
2. Davoli e Lamezia Terme: i dati di incidenza oncologica non mostrano eccessi rispetto alla popolazione di riferimento.
3. Serre Vibonesi (Fabrizia, Mongiana, Serra San Bruno): eccesso di mortalità per tumori totali e in particolare tumori gastrici, e per diverse patologie cronico-degenerative.
4. Valle dell’Oliva: nel Comune di Serra d’Aiello eccessi di mortalità per tumori del colon-retto e per diverse patologie cronico-degenerative.
Mortalità per silicosi (malattia polmonare che colpisce lavoratori di diversi settori produttivi, dalle cave di pietra alle fabbriche di ceramica ed a molto altro) - nell’arco di tempo che va dal 2000 al 2012. Con 352 decessi in questo arco di tempo, la Calabria si colloca al quinto posto dopo Toscana, Sardegna, Abruzzo e Liguria; ma risale di una posizione (quarto posto) se si considerano i tassi di mortalità il cui calcolo tiene conto delle dimensioni della popolazione delle diverse regioni. Le aree della Calabria che maggiormente contribuiscono a questo risultato sono: Motta San Giovanni (91 decessi osservati su 1 atteso), Acri (40 decessi osservati su 4 attesi), San Basile (10 decessi osservati su 0 attesi) ed un area vasta di 25 comuni intorno a Colosimi (96 decessi osservati su 11 attesi).
Dati sulla mortalità per mesotelioma pleurico (malattia per esposizione ad amianto) nell'arco di tempo che va dal 2003 al 2014. In Calabria si sono verificati 16 casi, così distribuiti: Crotone (7 decessi osservati su 3 attesi), Gioia Tauro (3 decessi osservati su 1 atteso), Roggiano Gravina (3 decessi osservati su 0 attesi) e Villa San Giovanni (3 decessi osservati su 0 attesi). L'esposizione ad amianto si è verificata per 30-40 anni.
Gli interrogativi. Queste pubblicazioni evidenziano che: in Calabria emergono dei dati che meritano di essere “attenzionati” e che la comunità scientifica nazionale segue il processo ambiente e salute nella Regione Calabria e mantiene alta l’attenzione sul tema ambiente e salute in Calabria. Da qui gli interrogativi: qual è la situazione nel restante territorio regionale non preso in esame? Cosa fa la Regione e quindi i decisori politici e amministrativi messi a conoscenza di tutto ciò? Sono interrogativi che meritano una risposta.
Il rapporto. Intanto il 21 maggio, a Roma, saranno presentati, presso l’Istituto Superiore di Sanità, i risultati del 5° rapporto "Sentieri", acronimo che sta per “Studio epidemiologico nazionale dei territori e degli insediamenti esposti a rischio da inquinamento". Il progetto SENTIERI rappresenta un sistema permanente di sorveglianza epidemiologica della popolazione residente in 45 aree del Paese definite dal Ministero dell’Ambiente Siti di Interesse Nazionale per le bonifiche. I nuovi dati dello studio SENTIERI (la Calabria sarà interessata poiché è presente il SIN di Crotone-Cassano-Cerchiara) riguardano l’analisi, per il periodo 2006-2013, del profilo di salute delle popolazioni che risiedono nei 45 Siti di Interesse Nazionale o Regionale per le bonifiche, basata su metodi e fonti informative accreditati, e che include la mortalità, i ricoveri ospedalieri, l’incidenza dei tumori e le anomalie congenite.Per la prima volta vengono inoltre presentati i dati sulla sottopopolazione infantile e giovanile che risiede in queste aree. La metodologia utilizzata per il progetto SENTIERI è stata applicata, con alcuni specifici adattamenti, ai comuni che in base alla legge 6 del 6.2.2014 costituiscono la Terra dei Fuochi e alcune aree ad alto rischio ambientale della Calabria.
A seguito anche della sesta conferenza interministeriale su ambiente e salute, ospitata dalla Repubblica Ceca a Ostrava dal 13 al 15 giugno 2017, sotto l'egida della Regione Europea della Organizzazione Mondiale della Sanità. In tale circostanza, che ha visto riuniti oltre 450 rappresentanti dei 53 paesi della Regione europea dell'OMS e delle organizzazioni internazionali e non governative, si è sottolineato l'importanza di una maggiore collaborazione ed a un lavoro comune in direzione della sostenibilità per proteggere ambiente e salute. Inoltre; tra le tematiche a cui si deve dare una priorità, è presente quella delle aree industriali e siti contaminati.
