Cori violenti contro figlia Cosentino, Abramo: "Condanna senza tentennamenti"
Continuano ancora a fare discutere i cori inneggianti alla violenza di genere levatisi domenica scorsa, nel corso della partita disputata contro il Benevento, dagli spalti della curva Massimo Capraro e rivolti alla figlia dell’imprenditore alla guida della società giallorossa. “Bastardo Cosentino, ti stupreremo la tua Gessica” è il contenuto dell’audio diffuso tramite la rete e che ha condotto il sindaco di Catanzaro, Sergio Abramo, a scusarsi a nome di tutta la cittadinanza.
“Pochi sconsiderati – ha detto il primo cittadino – non rappresentano una tifoseria che ha sempre dimostrato con passione, e senza mai travalicare il senso civico e il rispetto della persona, il proprio attaccamento ai colori giallorossi. Il coro, che sia stato intonato fuori o dentro lo stadio, è un atto inaccettabile, orribile e da condannare senza tentennamenti”.
Porgendo a Gessica Cosentino le scuse di tutta la società civile catanzarese, il primo cittadino ha ringraziato la vicepresidente “per gli sforzi costanti fatti dalla famiglia Cosentino nella gestione quotidiana e nei tentativi di rilancio di una società gloriosa come il Catanzaro, patrimonio di un’intera comunità che vuole ritrovarsi nel calcio che conta per dimostrare, ancora una volta, di sapersi distinguere per attaccamento, passione e civiltà”.
“Non è mio compito – ha aggiunto Abramo - entrare nel merito della contestazione che una parte della tifoseria sta rivolgendo alla proprietà e al presidente Cosentino, ma allo stesso tempo non posso non dimostrare pieno sostegno alla famiglia Cosentino che in questi 5 anni ha risollevato un club fallito e senza prospettive restituendo dignità a una piazza che, in passato, ha subito troppe umiliazioni”. Solidarietà a Gessica Cosentino è stata espressa anche da Giampaolo Mungo, che ha telefonato alla vicepresidente condannando i beceri contenuti del coro ed esprimendo la propria solidarietà. (Cz1)
