Moriva sei anni fa a Firenze lo scrittore e studioso di Mileto antica , autore di "Oga Magoga" e "Carasace, il giorno della carne cristiana che si fece Tonnina".

di VINCENZO VARONE

Il 28 gennaio di sei anni fa moriva a Firenze, all’età 72 anni, lo scrittore miletese Giuseppe Occhiato che prima di trasferirsi nel capoluogo toscano era stato anche docente e preside presso la locale scuola media “Nicola Taccone Gallucci” di Mileto .

La seconda guerra mondiale. Una figura quella di Occhiato di notevole spessore letterario che è stato autore di alcune opere entrate negli anni a pieno titolo nella cultura meridionale come “Carasace – il giorno che della carne cristiana si fece tonnina” data alle stampe nel 1989, in cui parla dell’incursione aerea nel corso della seconda guerra mondiale all’aeroporto di Vibo Valentia e delle numerose vittime civili di Mileto, “Oga Magoga” del 2000 con la quale vinse il premio Corrado Alvaro , “lo sdiregno” del 2006 e “l’ultima erranza” dell’anno successivo.

La Calabria inquieta. Uno scrittore Occhiato, oggi considerato uno degli intellettuali calabresi più importanti del dopoguerra, che con la sua penna unica e irrepetibile, ha saputo raccontarci, con il piglio del romanziere di razza, una Calabria inquieta, magica, straordinariamente viva e dalle pulsioni forti e antiche. Una terra, aspra, bella sonora, di cui il compianto scrittore è stato attore, narratore e attento osservatore e nello stesso tempo uomo profondamente innamorato della sua gente, della cultura contadina con si suoi valori saldi e dell’infinito scorrere delle stagioni.

Le glorie della città normanna. Ma per i miletesi Giuseppe Occhiato è stato anche e soprattutto il grande studioso che ha saputo riportare alla luce, con le sue ricerche e i suoi scritti, la Mileto antica e normanna con le sue glorie e il suo vissuto, ovvero il sogno di intere generazioni, il fascino del bello e la storia rigorosamente scientifica del passato di un città che è stata tra le più importanti del Mezzogiorno d’Italia. Un lavoro che il ricercatore miletese ha svolto con dedizione assoluta,  radunando giorno dopo giorno, con meticolosità, un’infinità di frammenti che sono poi diventati memoria viva e che oggi sono in grado di tramandarci quel retaggio di arte millenaria e di valori culturali, indispensabili ai nostri giorni, per vivere il presente. Un valore aggiunto di cui l’ex capitale normanna è andata sempre fiera e di cui Giuseppe Occhiato è stato l’illuminato e il compianto testimone.